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Delitto D'Elisa, a Lanciano meno pressione e più serenità

Lo ha detto il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio, al termine della prima udienza nel processo a carico di Fabio Di Lello

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“Il processo si celebra a Lanciano, così ci sarà meno pressione e maggiore serenità”. Ha detto così il procuratore della repubblica di Vasto, Giampiero Di Florio, che, con la collega Gabriella De Lucia, titolare delle indagini, rappresenta la pubblica accusa nel dibattimento a carico di Fabio Di Lello.

Il panettiere 34 enne, in carcere dallo scorso 1 febbraio a Torre Sinello, risponde di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, per l’assassinio di Italo D’Elisa, 21 anni, che, l’estate scorsa, con una manovra azzardata, alla guida della sua Fiat Punto aveva travolto e ucciso Roberta Smargiassi, moglie di Di Lello.

Parole che pesano, quelle del procuratore, che sintetizzano in maniera efficace quello che, la tragica storia, ha significato per la città di Vasto. Una vicenda dolorosa, quella che fa piangere tre famiglie, che in città ha diviso e divide tuttora gli animi. Ecco, un bene, come ha detto Di Florio, sottrarre per quanto possibile la brutta storia all’impatto diretto con Vasto potrà aiutare la comunità. Non certo a dimenticare, impossibile, ma a farcene tutti una ragione. Fabio Di Lello andrà incontro al suo destino, la sua famiglia, i suoi amici, lo aiuteranno a riabilitarsi. Non dimentichiamolo, però, dall’altra parte ci sono i D’Elisa, la parte offesa: meritano rispetto e considerazione dopo tante, troppe lacrime.

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