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A Vasto il Cardinale Ernest Simoni, testimone vivente della persecuzione in Albania

Domenica 15 gennaio l'incontro nella parrocchia di San Marco Evangelista

| di Luigi Medea
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il suo nome, pronunciato da Papa Francesco all’Angelus di domenica 9 ottobre 2016 (nella lista dei nuovi cardinali che avrebbe creato il 19 novembre), attirò subito l’attenzione del mondo, perché era quello di un semplice prete di 88 anni: l’albanese don Ernest Simoni.

Egli sarebbe dovuto essere in un’altra lista: quella dei 40 martiri beatificati il 5 novembre 2016 a Scutari, in Albania.

Il Papa, a Tirana, aveva ascoltato la sua toccante testimonianza il 21 settembre 2014 e ne era rimasto profondamente colpito, fino alle lacrime. Aveva abbracciato il sacerdote e gli aveva baciato le mani, perché si trovava di fronte ad un autentico testimone della persecuzione del regime di Enver Hoxha, il dittatore che aveva proclamato l’Albania il “primo Stato ateo al mondo”, perseguitando i cristiani cattolici e ortodossi insieme a musulmani e sufi bektashi.

La colpa di don Ernest Simoni? Essere un sacerdote, quindi un “nemico del popolo”. Per questo fu arrestato nella notte di Natale del 1963 e sbattuto in cella d’isolamento, in attesa di essere impiccato.

Al suo compagno di cella ordinarono di registrare “la prevedibile rabbia” contro il regime, ma dalla bocca del sacerdote uscirono sempre e solo parole di perdono e di preghiera per i suoi aguzzini. La sua pena fu perciò commutata in 25 anni di lavori forzati nelle gallerie buie delle miniere di Spac e poi nelle fogne di Scutari a spaccare pietre con una mazza di ferro pesante circa 20 kg.

In quell’abisso don Simoni non perse mai la fede, né interruppe mai il suo ministero. Riuscì infatti a celebrare ogni giorno di nascosto la Messa recitando a memoria il rituale in latino, confessò gli altri carcerati, divenendo padre spirituale di alcuni di loro e distribuì anche la comunione, con un’ostia cotta di nascosto su piccoli fornelli a petrolio che servivano per il lavoro.

Fu liberato il 5 settembre 1990, confermando fuori dal carcere, il perdono ai suoi aguzzini.

Il popolo vastese deve essere grato a don Gianni Carozza, parroco di San Marco Evangelista , perché, grazie al suo impegno, il Card. Ernest Simoni sarà in città ad offrire di persona la sua testimonianza, parlando sul tema “La Libertà della fede – La bellezza del Vangelo”.

L’importante evento è stato programmato per domenica 15 gennaio, diviso in due momenti: alle ore 11 la Santa Messa, presieduta dal Cardinale nella chiesa di San Marco; alle 16 la testimonianza del Cardinale intervistato dal giornalista Piergiorgio Greco presso l’Auditorium della parrocchia.

Luigi Medea

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