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Sicurezza stradale: quando a violare le norme sono gli enti proprietari delle strade

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Le strade sono un bene di uso pubblico, un patrimonio di tutti gli italiani.

Non si pensi che siano opere ingegneristiche banali. Innumerevoli normative disciplinano le modalità di progettazione, di costruzione e di controllo, sia in fase di progetto che in fase di esercizio: “Nuovo Codice della Strada e Regolamento di esecuzione e attuazione”, “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”, “Istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e l’impiego dei dispositivi di ritenuta nelle costruzioni stradali”, molteplici disciplinari tecnici UNI EN, e solo per citarne alcune.

La strada non è solo un mero piano viario e il progetto non è solo topografico, ma anche strutturale, idraulico e illuminotecnico. Dispositivi di captazione e di allontanamento delle acque, segnaletica stradale orizzontale e verticale, illuminazione e barriere di sicurezza sono opere indispensabili per una fruizione che sia, dal punto di vista tecnico, sicura. Tutto è normato: dalla larghezza delle strisce longitudinali alla rigidezza delle barriere di sicurezza, alla luminanza del piano viario in condizioni di visibilità notturna.

La strada deve soddisfare tutti i requisiti tecnici anche in fase di esercizio: da qui nasce l’esigenza di una corretta, adeguata e costante manutenzione.

Gli enti gestori o proprietari di una rete viaria sono direttamente responsabili, moralmente e materialmente, nel caso in cui le normative tecniche di riferimento non venissero rispettate. In tal caso, l’ente di controllo e di vigilanza che ci tutela è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Direzione Generale per la Sicurezza Stradale.

Invito tutti gli ingegneri, che hanno a cuore il problema della sicurezza stradale, che hanno a cuore l’incolumità della comunità in cui vivono o sono nati, a segnalare formalmente le anomalie tecniche che ravviseranno nel loro territorio.

In molti, a Vasto, aspettano la fine della gestione provvisoria (anche a Roma).

E affinché le fiaccolate vengano fatte solo per contemplare le stelle.

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