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Vasto, la stagione del 'Menna style'

Venerdì 8 luglio il primo giorno di scuola per il nuovo Consiglio comunale

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Ci siamo: il Consiglio comunale di Vasto, così com’è nato nel voto del 5 giugno e si è poi perfezionato col successivo ballottaggio, può decollare.

Con le prime formalità di rito, la convalida degli eletti, il giuramento del sindaco, la nomina di presidente e vice della civica assemblea, si apre la stagione di Francesco Menna alla guida della città.

Ha vinto, l’avvocato - segretario comunale, di poco ma ha vinto e, dunque, tocca a lui dare le carte.

Nei suoi primi interventi ha già, in parte, indicato la via: partecipazione, trasparenza, ricambio generazionale. Calma olimpica, spirito ecumenico, Menna sa bene che, per meritarsi il rispetto di chi non lo ha votato, tanti quasi quanto i suoi elettori, dovrà dimostrare fin da subito di poter essere per davvero il sindaco di tutti i vastesi.

Ecco perché, con il prevedibile pubblico delle grandi occasioni a fare da cornice, le sue prime parole, al netto della comprensibile emozione, sono attese con grande curiosità. Deve pacificare la piazza, Francesco, mai come in questa tornata elettorale il popolo si è spaccato e, adesso, è necessario ritrovare la via del dialogo tra vincitori e sconfitti. Saprà regalare, Francesco, oltre alle dotte citazioni, alle forbite espressioni che quasi fanno invidia al governatore d’Abruzzo, principe degli esteti della parola, pensieri forti e fatti altrettanto concreti? Saprà tenere a bada, il sindaco, pressioni e appetiti di quel sottobosco sempre pronto a crescere rigoglioso e rapidissimo dietro la sua porta al primo piano di piazza Barbacani?

Interrogativi legittimi, ai quali il primo cittadino dovrà dare risposte convincenti. Che si tratti dei canonici primi cento giorni o della luna di miele, il Menna style dovrà far breccia nel minor tempo possibile. Possibilmente con pochi errori.

Il rinnovato Consiglio, tra molti volti nuovi, non vedrà fra i banchi dell’opposizione Peppino Tagliente: ha rinunciato, lui primo eletto della sua creatura, Unione per Vasto, facendo il passo indietro. Alessandra Cappa, che nell’ex sindaco ha creduto più di altri, ringrazia e raccoglie il testimone. La grinta ce l’ha, non ancora l’esperienza del ruvido confronto in aula. Le gioverà, peraltro, la sua solida professione di avvocato. Dai banchi della minoranza, sempre che non arrivino ricorsi o altri passi indietro, non tuonerà Davide D’Alessandro: ha investito energia e passione in campagna elettorale, ma i numeri, pur robusti, non lo hanno premiato. Ci sarà invece Massimo Desiati, il quasi sindaco, beffato per un pugno di schede: a domanda precisa aveva risposto che, in caso di sconfitta, avrebbe continuato. Buon lavoro.

Edmondo Laudazi due, il ritorno, che non è il sequel di un film, vedrà il pragmatico esponente del Nuovo Faro fare le pulci all’amministrazione. Com’è giusto che sia.

E ci saranno loro, le donne a 5 Stelle, Ludovica Cieri e Dina Carinci. Al voto di giugno hanno fatto il pieno di protesta: a loro il compito di trasformarla in speranza. 

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