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Altro che Casa di Lavoro

La fuga e la cattura di un boss dal carcere di Vasto apre inquietanti interrogativi

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Casa lavoro, certo, ma pur sempre un carcere. Dove sono rinchiusi, tra gli altri, anche boss o presunti tali, di camorra. Come nel caso di Alfonso Chierchia, il 45 enne di Torre Annunziata, ritenuto dalla magistratura uno dei capi di un agguerrito clan del rione Provolera, nel popoloso centro del Napoletano. Non era rientrato da un permesso premio di cinque giorni, il mese scorso, il campano, ma si era rifugiato in Molise, a Campodipietra, da parenti. E’ lì che lo hanno scovato all’alba i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Campobasso. Era nascosto nel sottoscala di un casale di campagna. Un boss, si diceva, secondo l’autorità giudiziaria: a Torre Sinello scontava una condanna a dieci anni e otto mesi di reclusione perché coinvolto nell’inchiesta “Alta marea”, un’ottantina gli indagati, molti dei quali legati al clan Gionta. Pesci piccoli, ma anche grossi calibri. Non uno qualunque, Chierchia, sotto processo, tra l’altro, perché ritenuto il mandante di un delitto avvenuto a Torre Annunziata nel febbraio del ’99. Guerra tra bande rivali, per il controllo del lucroso traffico di cocaina e di un vorticoso giro di estorsioni. Per quell’assassinio, Chierchia rischia l’ergastolo e forse aveva per questo deciso di darsi alla macchia. Senza fortuna. Altro che casa di lavoro, dunque, Torre Sinello Certo, non scopro l’acqua calda: discrezione vuole che non si dica chi sono e quanti sono i pezzi da novanta rinchiusi nella casa circondariale affacciata sul mare, ma è un fatto che, a Vasto, con diversi detenuti importanti, ci siano pure soggiornanti e testimoni di giustizia. Siamo al sicuro? In tanti, pagato il conto con la giustizia, vogliono rifarsi una vita, altri, chissà, ricadono in tentazione. I vastesi s’interrogano, però, a ragione: non vogliono che la città venga pericolosamente innervata da intrecci criminali. E’ bene, dunque, che il pur oliato dispositivo di sicurezza, tenga tutti al riparo. Anche da una innocua e pur necessaria casa di riabilitazione.

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