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Al via l'Era Menna

Il 4 luglio l'esordio del neo sindaco di Vasto

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Qualcuno, manco a torto, ha evocato l’Indipendence Day per il debutto dell’Era Menna.

Sì, perché il sindaco di Vasto, per l’insediamento, ha scelto il 4 luglio. Data che, dunque, si veste  inevitabilmente di una carica simbolica non da poco. Un giorno, il 4 di luglio, che, per gli Stati Uniti, ha una valenza scolpita nella storia. Indipendenza, si dirà, ma a Vasto, da chi?

Francesco l’ha detto e ripetuto: la mia sarà l’amministrazione del ricambio generazionale, dell’arrivo in municipio di una ventata di freschezza. Chiaro il riferimento ai giovani debuttanti, taluni, addirittura, attesi dalla prova più ardua, quella dell’incarico in giunta, degli interventi in aula quando ci sarà da rispondere alle sollecitazioni di una minoranza ancora avvelenata dal verdetto del ballottaggio e, dunque, ancor più agguerrita.

Può bastare, dunque, il 4 di luglio, a fare anche di Vasto un giorno da ricordare? Dipende dai punti di vista.

Per lui, il primo cittadino e per chi lo ha sospinto alla vittoria sicuramente sì: Francesco Menna è il sindaco più giovane mai eletto in città, con i suoi 38 anni compiuti da poco. Giovane all’anagrafe, ma molto più maturo nei segni distintivi della sua personalità per quel che la vita gli ha dato sino ad ora. Nella gioia e nel dolore. In attesa delle sue prime mosse, delle strisce blu alla marina da prorogare (di solito si parte con il primo di luglio, fra qualche ora dunque), di Fosso Marino da bonificare, come gli chiede dall’opposizione Nicola Del Prete, Francesco Menna si presenta come l’amministratore dal passo felpato di chi in politica sembra stare a suo agio da sempre. Sarà per la sua formazione, per i consigli di quei “saggi dirigenti di partito” ai quali, come dice lui, ha “reso gratitudine, a quella “comunità dell’altrove che ha citato più volte dopo il trionfo, Menna non sarà una comparsa. E’ vero, ha sponsor potenti alla Regione, il viatico di Santa Madre Chiesa, ma ha brutalizzato e zittito chi, nel Pd, non lo riteneva all’altezza della sfida.

E ha battuto poi Massimo Desiati e il centrodestra tutto assieme, mica uno scherzo. Senza mai perdere però di vista, tuttavia, la necessità di riunire, di dire e ribadire che lui non sarà il sindaco delle contumelie e dell’oltraggio, delle vignette e dei nomi storpiati. Ci siamo quasi, dunque, ancora un paio di caselle da sistemare tra giunta e presidenza del consiglio e si parte: in bocca al lupo, Francesco, anzi, viva il lupo.

L’avventura è di quelle che fanno tremare i polsi. Coraggio. Ce ne vorrà tanto.  

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