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Ballottaggio Vasto, i paletti di Edmondo Laudazi

Tre le richieste a Francesco Menna e Massimo Desiati per dire sì all'apparentamento

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Proporzionale riconoscimento del nostro peso, centralità di Vasto, rinnovamento della politica”.

Sono questi i paletti di Edmondo Laudazi e delle sue due liste per dire sì all’apparentamento con Francesco Menna o Massimo Desiati, i duellanti del ballottaggio del 19 giugno prossimo, quando gli elettori vastesi sceglieranno il successore di Luciano Lapenna nel ruolo di primo cittadino per i prossimi cinque anni.

L’assemblea dei candidati de Il Nuovo Faro e della Rinascita Vastese, riunitasi ieri sera, ha dato mandato a Laudazi e a quattro delegati, Lucio Moscato, Antonio Albanese, Ada Pepe e Nicola Buontempo, di sondare la strada dell’apparentamento. Purché sia fatto alla luce del sole, apertamente, con tanto di simboli da affiancare al nome di uno dei due aspiranti alla fascia tricolore.

“Dopo aver esaminato il risultato del primo turno – dice Laudazi – abbiamo ritenuto ingiusto privare chi ci ha votato, il 10 per cento dei vastesi, della possibilità di incidere sul futuro amministrativo di Vasto. Ecco perché siamo disponibili, ma pronti a sposare la causa di chi saprà fornire le migliori garanzie alla ripresa della città”.

L’ingegnere, che dice di non pensare ad alcuna poltrona per sé, visto che voleva fare solo il sindaco, lascia intendere che la dote di Nuovo Faro e Rinascita Vastese ha un prezzo più di altri: il rinnovamento della politica. La centralità di Vasto, certo, c’è anche quella, ma sul pezzo insiste da tempo Mario Olivieri, l’alter ego di Laudazi, che per questo batte sempre i pugni sui tavoli del Consiglio Regionale. Chi, dunque, tra Menna e Desiati, vorrà o saprà dare le maggiori garanzie al polo civico di Giulio Borrelli? Francesco Menna, che sul ricambio generazionale dice di aver scommesso, ritrovandosi in squadra, oltre a due innesti green, il blocco della giunta uscente? O, piuttosto, Massimo Desiati, sospinto nella sfida finale, tra gli altri, da Tagliente e Giangiacomo, Del Prete e Ciancaglini?

Può, insomma, il rinnovamento, imporre il sacrificio di gente che alle urne è capace di raccogliere una messe di consensi? Le prossime ore saranno decisive: entro sabato l’apparentamento andrà siglato e sottoscritto. A meno che Menna e Desiati decidano di rinunciare, tentando la mossa libera del dialogo con la città e le associazioni, come dice Francesco o il mare aperto, la prima scelta di Massimo.

Ci sono sempre i 5 Stelle, poi, alla finestra: equidistanti, certo, come ha detto a .Net Ludovica Cieri, ma fedeli al credo: il voto è un diritto, ma pure un dovere. Da esercitare sempre.

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