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Al mare col cinghiale

Si fa serio il rischio di inattesi incontri lungo la riviera

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Al mare col cinghiale.

Altro che fascinose svedesi o ammiccanti tedescone. Quest'estate ci toccherà prendere il sole parandoci le terga dall' ungulato. Prima sull'area di risulta della vecchia stazione a Piazza Fiume, poi, addirittura, sulla spiaggia, a poche decine di metri dalla riva: che volesse, l'animale, ammirare da vicino quel mito senza tempo della bagnante, laggiù, sullo scoglio, che vigila sulla riviera?

Nessuno si è fatto male, per fortuna, il cinghialotto se n'è andato a spasso sulla sabbia, incurante della qualità delle acque di balneazione, buona, per fortuna, senza fare danno alcuno.

La sorpresa, tuttavia, è stata enorme, la paura anche, perché la prospettiva non è delle più rassicuranti: che succederà, da qui a qualche settimana, quando la distesa di ombrelloni e sdraio chiamerà a raccolta residenti e villeggianti per la tintarella d'ordinanza? Altro che aperitivo all'ombra di accoglienti palme di primissima fila: qui si rischia di dover filarsela in acqua per evitare brutte sorprese. Come successo, qualche anno fa, alla coppia assalita dalle parti di Punta Aderci da un branco di cinghiali. Di rimedi, radicali, non v'è traccia: abbattimenti selettivi, giurano gli esperti, sono in atto, le istituzioni controllano, dateci tempo che la migrazione animale sarà presto uno sgradevole ricordo. Ma per favore, non illudiamoci.

Qua il rischio si fa serio, il passeggio dei cinghiali in zone, come dicono quelli bravi, densamente antropizzate, è realtà, purtroppo, quotidiana. Chi deve intervenire, dunque, lo faccia subito: non vorremmo che, alle diatribe infinite dell'isola pedonale notturna, alla caccia all'ambulante irregolare, l'estate 2016 a Vasto Marina debba aggiungere un'altra emergenza, quella dei cinghiali. A meno che, per la Notte Rosa, non si voglia organizzare un bel party a tema. Ve l'immaginate?

 

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