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Nuova ricetta elettronica, cosa cambia per il paziente

Introdotta dal 1 marzo, quali sono le novità

| di Antonia Schiavarelli
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Dal 1 Marzo 2016 è entrata in vigore la cosiddetta "ricetta elettronica". Ma cosa è cambiato per l'utente? 

Chiediamo delucidazioni al dottor Nicola Di Croce della farmacia Di Croce.

Dottore cos'è la ricetta elettronica?

La ricetta elettronica è una nuova modalità di prescrizione. quando ci rechiamo dal medico di famiglia, il medico ci rilascia un promemoria cartaceo su foglio bianco che contiene le generalità del paziente e del medico, il farmaco prescritto ed eventuali esenzioni correlate e due codici a barre che identificano la ricetta elettronica e il codice fiscale del paziente. Il farmacista sparando con lo scanner su questi codici a barre, riesce a recuperare online la prescrizione. Questi dati vengono inviati automaticamente alla SOGEI la società di informatica del Ministero delle Finanze, che saprà in tempo reale il medico prescrittore, la farmacia erogatrice, il farmaco e il paziente che ne usufruisce.

Quali sono i vantaggi?

I vantaggi sono certamente per la pubblica amministrazione, in quanto c'è una maggiore trasparenza nella prescrizione medica e di conseguenza un maggior controllo della spesa farmaceutica, ed una maggiore appropriatezza prescrittiva da parte del medico curante. Si consideri comunque che la spesa farmaceutica è l'unico comparto della spesa sanitaria che è sotto controllo da almeno un decennio, grazie al lavoro svolto, gratuitamente, dai farmacisti che ogni mese comunicano tutti i dati al Ministero. Inoltre con la ricetta elettronica non c'è possibilità di errore sia nella prescrizione, sia nella dispensazione del farmacista, che non può dare un farmaco diverso da quello prescritto altrimenti il sistema si blocca. Il fine ultime dovrebbe essere quello della completa dematerializzazione delle prescrizioni, con la scomparsa del cartaceo. Tra i vantaggi della ricetta elettronica il risparmio sulla stampa e distribuzione delle vecchie ricette rosse e il controllo sulla falsificazione delle ricette stesse o sugli abusi conseguenti il furto dei ricettari.

Possibile forse entro un paio d'anni, in quanto bisogna assicurare una efficiente connessione a internet e la soluzione del problema della cosiddetta 'fustella' da attaccare nei riquadri rossi, poiché anche se i codici della confezione sono inseriti direttamente sul computer ancora, non è stato possibile determinare un meccanismo che annulli il valore della fustella rispetto alla necessità di identificare e distinguere i farmaci erogati a carico del Ssn da quelli che anche se erogabili vengono invece pagati direttamente dal cittadino. 

Dal 1 marzo dunque cosa è cambiato?

Ci sono due nuovi elementi: il grosso impegno da parte dei medici di famiglia nella prescrizione di ricette elettroniche e la totalità delle farmacie presenti che erogano farmaci su presentazione di ricetta elettronica. Inoltre con la ricetta elettronica possiamo recarci in qualsiasi altra regione, pagando il ticket della regione di residenza. La ricetta rossa non scompare definitivamente, in quanto la ricetta elettronica non è tassativa,  resta per alcuni farmaci come gli stupefacenti, l'ossigeno, le prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale, i farmaci con piano terapeutico Aifa.

 Inoltre non sono sottoposti alla ricettazione elettronica i medici di guardia, i cosiddetti servizi di continuità assistenziale, e rimane ancora il grosso rebus degli ospedali, tutte le ricette prescritte nei pronto soccorsi, dai medici specialisti, non si sa quando partiranno con la ricettazione elettronica, in quanto sembrerebbe che non siano ancora attrezzati.

Ringraziamo il dottor Di Croce. Sostanzialmente ci sembra di comprendere che per l'utente nulla cambi, il fine ultimo sembra quello di un maggiore controllo della spesa pubblica sanitaria, che verrà completato con il controllo delle prescrizioni diagnostiche.

Antonia Schiavarelli

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