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'Regione Abruzzo attiva per il risanamento del Consorzio di Bonifica di Vasto'

D'Alfonso a confronto con i vertici dell'ente ed i rappresentanti del comparto agricolo. L'ex commissario Lembroni: 'Inevitabili gli aumenti dei canoni'

redazione
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E' arrivato a Vasto per incontrare i rappresentanti delle organizzazioni di categoria del comparto agricolo il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso.

Sabato pomeriggio l'incontro, presso la sede del Consorzio di Bonifica Sud in località Sant'Antonio Abate, ed al centro dell'attenzione è finita proprio la situazione attuale dell'ente, oggetto delle rimostranze e delle manifestazioni di protesta dei giorni scorsi legate in modo particolare all'aumento, del 57 per cento, dei canoni consortili a carico degli operatori del settore.

Ad accogliere D'Alfonso c'erano, tra gli altri, il commissario del Consorzio Rodolfo Mastrangelo ed il suo predecessore Giampiero Leombroni (firmatario della delibera con la quale sono stati fissati i rincari dei canoni), il consigliere regionale Mario Olivieri, il vice sindaco Vincenzo Sputore ed il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte.

Punto nodale la relazione di Mastrangelo a riguardo della situazione contabile, con un debito stimato di circa 22 milioni di euro, con pressanti richieste di pagamenti che giungono in modo particolare dalla Sasi (per la fornitura idrica), ma anche da Equitalia e dalle banche. “Una cifra – ha detto in merito Leombroni – che può essere pareggiata solo attraverso l’aumento dei canoni consortili. Cosa che ho dovuto fare a malincuore. Non c’era altra strada per il risanamento”.

Della serie: pagare di più per impedire il fallimento dell'ente, formato da circa 20.000 consorziati. Il presidente della Regione, da parte sua, ha assicurato il coinvolgimento dell’assessorato all’Agricoltura e della Giunta regionale, provando a trovare nelle pieghe del bilancio fondi di sostegno per le politiche economiche del Consorzio.

Lo stesso D’Alfonso ha poi ribadito la disponibilità di finanziamenti per il completamento della Diga di Chiauci, opera pubblica strategica per il fabbisogno idrico del territorio del Vastese che “non può essere la vergogna di questa Regione”. E non sono mancate nuove 'punture' nei confronti delle gestioni passate, finite anche 'sotto la lente' della Procura della Repubblica di Vasto e della Corte dei Conti con indagini ed approfondimenti della Guardia di Finanza.

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