I Giudici della Corte d'Appello dell'Aquila hanno confermato le pene di primo grado per i quattro imputati nel processo per il crollo della Casa dello Studente a L'Aquila dove il 6 aprile 2009, dopo la forte scossa di terremoto che colpì il capoluogo d'Abruzzo, morirono 8 ragazzi, tra i quali il giovane vastese Davide Centofanti.
Ai tecnici Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone e Bernardino Pace sono stati confermati 4 anni di reclusione, al tecnico dell'Adsu, Pietro Sebastiani, 2 anni e mezzo. I primi tre sono i responsabili della ristrutturazione del palazzo nel 2000, il quarto aveva la competenza del controllo.
"Siamo sollevati, certo questa sentenza non ci cambierà la vita, la cambierà probabilmente parzialmente ai colpevoli". Così Antonietta Centofanti, zia di Davide, uno degli 8 morti sotto le macerie, sulla sentenza emessa ieri.
"E' una forma di giustizia ma resta l'amaro in bocca per delle giovani vite cessate troppo presto - continua Centofanti -. Speriamo sia un segnale che costituisca un deterrente perché si facciano le cose più seriamente, non sono fiduciosa che non accada più, anche recentemente sono crollate delle scuole, ma spero che questa sentenza abbia delle ricadute positive soprattutto quando si tratta di garanzie nei confronti di persone innocenti".
Nel crollo del palazzo di via XX Settembre persero la vita: Davide Centofanti, 20 anni di Vasto; Luca Lanari, 20 anni di Rieti; Angela Cruciano, 21 anni, di San Nicandro Garganico; Luciana Capuano, 19 anni, di San Giovanni Rotondo; Hussein Hamade, 21 anni, originario della Galilea; Francesco Esposito, 24 anni, aquilano (lavorava come vigilante); Alessio Di Simone, 24 anni, di Penne, e Marco Alviani, 23 anni, di Sora.

