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Camorra e traffico di droga, in Tribunale il maxi processo con più di 80 imputati

Palazzo di Giustizia 'blindato' per un passaggio delicato ed atteso

| di redazione
| Categoria: Attualità
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Tribunale di Vasto oggi 'blindato' per la celebrazione di un maxi processo, contraddistinto da una delicata inchiesta relativa ad un fiorente traffico di droga con il coinvolgimento di organizzazioni malavitose di stampo camorristico, che vede alla sbarra ben 81 imputati. Ed il cordone di sicurezza sarà imponente al Palazzo di Giustizia di via Bachelet.

L'articolata vicenda processuale si è sviluppata al culmine di un'indagine, denominata 'Operazione Adriatico', coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, con le attività di approfondimento a cura della locale Procura della Repubblica e dei Ros dei Carabinieri e dei militari del Comando provinciale di Chieti e della Compagnia di Vasto.

Nel febbraio dell'anno passato il giudice del Tribunale dell'Aquila Giuseppe Romano Gargarella diede il via libera a 31 ordinanze di custodia cautelare, per i delitti di associazione di tipo mafioso (prima contestazione del genere in Abruzzo), estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Ed in numero di più di 100 furono le persone coinvolte. Essenziali furono le dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia, Lorenzo Cozzolino, boss del Napoletano da diversi anni residente nel Vastese ed in più occasioni coinvolto in varie vicende giudiziarie. Oltre al territorio di Vasto l'inchiesta interessò anche altre regioni e, nel particolare, i territori di Napoli, Salerno, Foggia, Latina e Ascoli Piceno. Imputati, inquirenti ed un 'piccolo esercito' di avvocati: questa mattina il Tribunale vastese sarà praticamente 'assediato'. E sarà un debutto 'coi fiocchi' per il neo presidente del Tribunale vastese Bruno Giangiacomo, insediatosi meno di una settimana fa.

L'INCHIESTA - L'attività investigativa iniziò nel 2012 e diverse singole operazioni antidroga condotte in zona anche in precedenza vennero poi incastonate in un più ampio 'mosaico'. Sottolineava la Dda dell'Aquila nel febbraio scorso a riguardo dell'organizzazione malavitosa sgominata: “Il sodalizio formava un agguerrito gruppo criminale, gerarchicamente strutturato, in grado di gestire con modalità tipicamente mafiose una pluralità di attività illecite, principalmente legate al narcotraffico e al controllo delle piazze di spaccio nell’area compresa tra Francavilla, Vasto, San Salvo e altri comuni del Chietino, ove estendeva progressivamente la propria influenza sulla eterogenea e meno strutturata criminalità autoctona”.

Come detto, uno scenario nuovo per l'Abruzzo ed in merito ecco alcuni stralci della relazione da parte del Procuratore Distrettuale Antimafia: “L’operazione riguarda un pericolosissimo sodalizio criminale che ha imposto, su una realtà territoriale tradizionalmente estranea a forme stanziali di criminalità organizzata, condizioni di assoggettamento e forme d’intimidazione ampiamente documentate e tali da contestare, per la prima volta nel distretto giudiziario abruzzese, la fattispecie dell’associazione di tipo mafioso”.

Foto di Ercole Michele d'Ercole

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