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Segni di cedimenti: bisognoso di 'cure' il portale dell'antica chiesa di San Pietro

In via Adriatica uno dei 'tesori' della storia cittadina

redazione
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Ad esprimere preoccupazione, già a più riprese nei mesi scorsi, era stato in modo particolare Ivo Menna, ambientalista storico della città. Le rilancia, chiedendo la dovuta attenzione in modo particolare alla Soprintendenza d'Abruzzo, il presidente dell'Associazione Vastese della Stampa, Giuseppe Catania.

“Segni di cedimenti – sottolinea - sono stati riscontrati nel portale della chiesa di San Pietro, demolita a causa della frana che sconvolse il costone orientale della città. Spesso – aggiunge – si staccano dei frammenti, tanto che si rende indispensabile mettere in maggiore sicurezza lo spazio circostante, per evitare possibili danni ai passanti e ai turisti che si affacciano su via Adriatica per ammirare la stupenda visione della spiaggia di Vasto Marina”.

Da qui l'appello lanciato ai competenti uffici della Soprintendenza: occuparsi del portale e pianificare, laddove possibili, degli interventi conservativi dell'antica struttura muraria.

LA STORIA DELLA CHIESA NEI SECOLI - Catania, cogliendo l'occasione, ricorda anche il valore del portale e della chiesa di San Pietro nella storia di Vasto. “Per uno strano destino – scrive -, pare che il tempo non intenda concedere pace neppure a quel che resta della chiesa di San Pietro, perseguitata da numerose sciagure e sventure sin dai tempi lontani.

Non ci è possibile stabilire quali furono le origini della costruzione. Certo è, per averlo appreso da antichi documenti e dai ruderi affiorati dagli scavi, che nella zona sottostante al Muro delle Lame un tempo sorgevano numerosi templi quale quello di Giove, chiamato Campidoglio. Il tempio di Cecere sorgeva ove era la chiesa di San Pietro. Ciò è provato da fatto che il 20 agosto 1794, rifabbricandosi una parte del muro della chiesa, furono rinvenuti una testa di donna in marmo, di fattura greca, alcuni anelloni di metallo antico, un pezzo di vetro colorato e numerose iscrizioni. Con l’avvento della religione cristiana, il tempio greco venne convertito al culto della religione di Cristo e, nella prima metà del IX secolo, vennero trasformate le strutture in stile romanico. Il tempio diede asilo a Papa Alessandro III quando, il 7 febbraio 1177, essendo in viaggio per Venezia per trattare la pace con Federico Barbarossa, colpito da tempesta, dovette sbarcare in prossimità della chiesetta di San Nicola della Meta, ove era l’antico porto di Guasto Aymone. E Pio VI concesse alla chiesa il giubileo annuo che si celebra la terza domenica di gennaio. ù

Se il tempo e l’evoluzione dei costumi hanno contribuito alla trasformazione della chiesa di San Pietro, una ben più triste calamità si è aggiunta per minarne la stabilità: la frana del 1956. Dopo profonde voragini e numerosi crolli – conclude Catania -, la chiesa rimase in bilico sull'abisso, quasi a voler disperatamente resistere contro gli elementi scatenati dalla natura, quasi ad invocare aiuto. Per le troppe lesioni, negli anni successivi si decise di demolirla e rimase solo l'antico portale”.

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