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UN RICORDO DI FRATEL CARLO NECCI

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Mi associo al grande dolore, che ha colpito la comunità religiosa dei Gabrielisti, per la morte di Fratel Carlo Necci. Fratel Carlo, a cui sono stato legato da profondo affetto e stima, sia per averlo avuto come collega di insegnamento all'Istituto Superiore di Scienze Religiose, sia per averne conosciuto le sue doti letterarie. Posso dire con tutta onestà che Fratel Carlo lascia a Vasto un prezioso esempio di bene e di dedizione agli altri e un forte stimolo allo studio e all'approfondimento della cultura. Riporto qui un suo profilo biografico. Nato ad Acuto (Fr) nel 1927, ha vissuto nella nostra città l'ultima parte della sua vita sacerdotale, cooperando con il parroco di Santa Maria Maggiore e nella Chiesa di S. Francesco di Paola (Chiesa dell'Addolorata). Laureato in Lettere e Filologia classica nel 1954, ha conseguito la Licenza in Teologia dogmatica, indirizzo ecclesiologico, alla Pontificia Università Lateranense nel 1979 ed il dottorato in Teologia, indirizzo cristologico, presso la medesima Università nel 1989. Ha insegnato per vari decenni Religione e Lettere italiane e latine nel Liceo-Ginnasio ''S. Gabriele'' di Roma. Ha insegnato discipline teologiche all'Istituto Superiore di Scienze Religiose ''S. Pio X'' della Diocesi di Chieti-Vasto. È stato autore di vari saggi filologici letterari e teologici, che hanno incontrato il plauso del pubblico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 4 febbraio 1992, è stato per anni Direttore della Rivista dei Gabrielisti. E' stato anche un fine poeta ed ha partecipato a vari concorsi letterari. Tra i premi di poesia segnaliamo il 1° Premio all'XI Conc. salesiano di Vasto (1993) e il 2° Premio al XIII Concorso salesiano (1995). Ha avuto anche un significativo riconoscimento alla ''Festa del Libro'' di Avezzano con il suo volume ''Riferimenti virgiliani'' ne ''I Promessi Sposi''. Ha partecipato ad alcune edizioni dell'Histonium, vincendo e ricevendo sempre significativi riconoscimenti. Ricordiamo in particolare il 1° Premio Assoluto nella sezione dedicata al tema della Vita nel 1996 e il Premio Speciale della Giuria conseguito l'anno scorso con una intensa poesia sulla mamma, che è stata inserita nella recente antologia del Premio ''Voli nell'azzurro'', con la seguente motivazione: ''Un inno di lode dell'anziano sacerdote verso la propria mamma, effigie della Madonna, nel cui puro e profondo affetto egli ritrova ''balsamo'' al pianto, che accompagna il duro cammino esistenziale''. Ne riporto il testo: ''Quanti ricordi, o Madre, in me ridesta / questo giorno di tutti il più sereno, / in cui ritorna la tua bella festa, /sì cara all'amor mio che mai vien meno! // Qui, nella via mortal, a me non resta / altro rifugio, altro luogo ameno, / del nobile tuo cuor, che manifesta / la gioia nel patir, per me sì appieno. // Il tuo materno amor, cui sempre anelo, / di balsamo ricopre, qui, il mio pianto, / nel duro agon del mondo. Oh! nel bel Cielo, // mirando della Madre il volto santo, / quando sarai, possa io pur, nel velo / di lacrime, innalzare a Te il mio canto''.
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