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Post Tar su Ombrina Mare e la politica canta già vittoria...

Pioggia di commenti dopo la sentenza di mercoledì

a cura della redazione
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Pioggia di commenti sulla richiesta della Medoilgas per un’accelerazione delle procedure per la realizzazione della piattaforma di estrazioni petrolifere ‘Ombrina Mare’ in Abruzzo, nell’area della Costa dei Trabocchi della provincia di Chieti, respinta dal Tar del Lazio.

LAPENNA (sindaco di Vasto) – Il primo cittadino ricorda come l’amministrazione vastese si fosse impegnata, con deliberazione del Consiglio comunale n.19 del 14 marzo 2013, “a mettere in campo ogni utile azione a evitare la realizzazione dell’impianto. Pertanto, in data 17 ottobre 2013, con deliberazione di Giunta n. 315, veniva dato incarico all’Avvocatura comunale di costituirsi in giudizio contro il ricorso della Medoilgas, promosso avanti al Tar Lazio, ad adiuvandum il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Comune di San Vito Chietino”. Rimarca Lapenna: “La sentenza è un successo straordinario che ci permette di guardare al futuro del nostro territorio con maggiore ottimismo. Esprimo un sentito ringraziamento all’Avvocatura del Comune di Vasto e agli avvocati che ne fanno parte – Nicolino Zaccaria e Stefano Monteferrante – per aver difeso e rappresentato le istanze della Pubblica Amministrazione cittadina nel corso del procedimento”.

FEBBO (assessore regionale all’Agricoltura) – “La sentenza del Tar del Lazio è un punto importante a favore della Regione Abruzzo che aveva espresso, a più riprese e in tutte le sedi, la sua assoluta contrarietà al progetto di Ombrina Mare. L’aspetto più importante che emerge dal parere dei giudici è la conferma che avevamo ragione noi quando sostenevamo che la presenza del Parco della Costa Teatina avrebbe impedito la nascita di Ombrina al largo delle coste abruzzesi. Sia io, sia il presidente della Regione Gianni Chiodi sia il collega Giuliante – continua Febbo - avevamo sollecitato attraverso tutti i canali ufficiali a nostra disposizione, il Ministro dell’Ambiente e gli organi competenti sottolineando quanto quel progetto fosse inadatto e inappropriato per una realtà come quella della Costa dei Trabocchi. Ci eravamo fatti portavoce delle istanze che arrivavano dalle comunità territoriali in quanto lo scenario che si prefigurava era assolutamente in contrasto con le vocazioni della fascia costiera. Le nostre perplessità, evidenziate in una nota inviata al Ministero, erano rivolte soprattutto sulla procedura Via già realizzata, ove neanche era stato acquisito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dall’area interessata.

CIANCI (Sinistra Ecologia e Libertà) – “La bocciatura del Tar ripaga tutti coloro che si sono spesi contro questo progetto – dice il vastese Alessandro Cianci, coordinatore provinciale di Sel -. La strada contro la petrolizzazione della nostra costa è ancora lunga e sono centrali gli sforzi dei tanti movimenti, associazioni e singoli cittadini, che in questi anni hanno svolto un lavoro esemplare che, oggi, ripagano tutti coloro che credono in un Abruzzo più verde e nella riconversione ecologica  dell’economia: senza di loro la buona politica sarebbe più debole. Tutto questo ci spinge e ribadire l’importanza di dotare la Regione Abruzzo di apposite leggi regionali che tutelino e valorizzino il nostro territorio, la bellezza della nostra natura e che promuovano un nuovo tipo di sviluppo”.

PROVINCIA DI CHIETI – “La Provincia – dichiara il presidente Enrico Di Giuseppantonio - ha dichiarato battaglia ad Ombrina Mare fin dall’inizio ed è intervenuta opponendosi al ricorso promosso dalla Medoil. E’ una soddisfazione verificare che il Tar ha respinto il ricorso della società petrolifera evidenziando quel concetto di ‘invasività’ a livello ambientale dell’impianto che giustifica la procedura Aia e che noi abbiamo sostenuto con forza”. Soddisfatti anche l’assessore Franco Moroni con delega alle questioni petrolifere e l’assessore Paolo Sisti che lo ha coadiuvato nei tavoli tecnici: “La Provincia di Chieti ha rivestito un ruolo istituzionale attivo, coordinando tavoli tecnici in stretta sinergia con Comuni e associazioni del territorio e portando la questione direttamente all’attenzione del Ministro dell’Ambiente, all’epoca Andrea Orlando, a cui avevamo chiesto di ripristinare il cosiddetto decreto Prestigiacomo, inciso dall'art.35 della Legge 83/2012, ristabilendo la distanza di 12 miglia come condizione non solo per il rilascio di nuove richieste di estrazione, ma anche per le pratiche in corso. Ringrazio i legali dell’Ente perché hanno fatto un buon lavoro, Antonella Manso e Fausto Troilo - conclude Di Giuseppantonio – insieme ai legali che hanno rappresentato e difeso i Comuni della Costa dei Trabocchi. Voglio ricordare che in Abruzzo e in provincia di Chieti il turismo sarà l'industria prevalente e, pertanto, non possiamo permetterci il rischio di buttare all'aria anni di programmazione e di progettazione”.

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