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Silvio Ciccarone, un esempio da additare alle giovani generazioni

Incontro di approfondimento sulla figura dell'ultimo podestà e primo sindaco di Vasto

| di Luigi Medea
| Categoria: Attualità
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E’ stato un vero successo il convegno su “Silvio Ciccarone: un uomo, una città, una storia di civiltà, di coraggio, di bellezza”, ideato e realizzato dal Rotary Club di Vasto, con il patrocinio e l’organizzazione del Comune di Vasto.

L’evento, che si è svolto venerdì 7 marzo, presso la Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, è stato seguito da tanta gente (molti sono rimasti in piedi), alla presenza di varie autorità, tra cui l’assessore Anna Suriani (che ha rappresentato l’Amministrazione comunale ed ha portato il saluto del sindaco Luciano Lapenna), il senatore Fabrizio Di Stefano, i consiglieri regionali Nicola Argirò e Antonio Prospero.

Dopo la presentazione del presidente del Club Pierpaolo Andreoni e l’introduzione di Gianfranco Bonacci, ha preso la parola la prof.ssa Letizia Daniele, che con l’aiuto di un cd multimediale (preparato assieme alla prof.ssa Emma Columbro), in cui sono state inserite foto e alcune interviste ad Angelo Marino, Antonio D’Annunzio e Carlo Marchesani, ha presentato, assieme al marito Paolo Ciccarone, la figura di Silvio Ciccarone sia nei momenti di vita familiare, sia nella sua febbrile attività politica.

Dai vari interventi (a cui si sono aggiunti quelli degli ex-sindaci Antonio Prospero e Filippo Pietrocola) è venuta fuori la grande statura umana, morale e politica di Silvio Ciccarone, che ha lavorato sempre per il bene dei cittadini, che non si è lasciato mai invischiare da interessi personali sul piano economico (anche quando si recava fuori Vasto per impegni istituzionali pagava sempre di tasca sua), che ha avuto lungimiranza per lo sviluppo della città, che si è battuto per la rappresentanza delle minoranze, che è stato il promotore delle grandi imprese, ma che non si è risparmiato nel seguire le opere minori (Prospero ha ricordato, per esempio, l’impegno di Ciccarone nel seguire di persona la realizzazione del cancello del cimitero). La conclusione è stata affidata a Massimo Desiati, che si è rifatto agli anni ’60 quando egli era bambino e i luoghi di aggregazione erano veramente pochi, anni in cui la “socializzazione” non avveniva nei centri commerciali, ma negli oratori, nelle chiese, oltre ai campetti di calcio e alle piazze. Tra i luoghi di riferimento Desiati ha ricordato la Domus Pacis di San Giuseppe, la grande realtà aggregativa per l’istruzione e l’educazione, grazie alla grande maestria organizzativa ed alla scuola d’amore di Don Felice Piccirilli, realtà dalla quale non restarono fuori neanche i fermenti civili che, in quegli anni, scuotevano Vasto.

“In quell’ambiente – ha chiarito Desiati - si sviluppò un laboratorio politico che porterà alla formazione del Movimento civico 'Il Faro', con a capo 'don' Silvio Ciccarone. Don Silvio - ha aggiunto subito Desiati, - si situa nel novero dei primi sindaci del periodo post-bellico, che oggi, al di là delle contrapposizioni e delle simpatie, appaiono come dei titani, capaci di scelte amministrative forti, capaci di dare risposte al desiderio sociale di risorgere dalle macerie lasciate dalla seconda guerra mondiale e dalla guerra civile. Don Florindo (sindaco dal 1946 al 1955), don Olindo (dal 1955 al 1956), don Idiano (dal 1956 al 1962), don Silvio Ciccarone (dal 1962 al 1973). Con loro Vasto, paesino di una regione ai margini dell’economia nazionale ma anche centro prestigioso dell’antichità, iniziava, con fatica, a recuperare un ruolo”. 

A questo punto Desiati ha delineato in poche frasi le caratteristiche più salienti della personalità di Silvio Ciccarone: “Carisma, ma forte capacità di dialogo con chiunque determinarono il suo successo, al di là del mutare del tempo, al di là delle alterne fortune dei partiti. Incarnò la civicità, guidando i dissidenti del maggiore partito, in una lista civica, appunto; una
esperienza che sarebbe potuta apparire impensabile, addirittura temeraria in quel tempo. Rompere con un ambiente politico ben organizzato, con rappresentanze in ogni sede istituzionale, con un partito assorbente quasi tutto della vita sociale ed economica del paese rese quella esperienza vastese di 'vera Politica' un emblema incancellabile nella storia della nostra città”. 

Desiati ha, così, concluso: “Credo sia doveroso ringraziare il Rotary Club di Vasto per aver concesso questa importante occasione di riflessione, d’insegnamento e ricordo del personaggio Ciccarone, affinché, soprattutto i giovani vastesi, abbiano l’imperdibile opportunità di essere aiutati a trovare risposte anche alla loro inquietudine ed alle loro insoddisfazioni; per ridare un senso alla vita vissuta nella partecipazione ad una comunità”.

Luigi Medea

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