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Parco della Costa Teatina, ancora tanti dubbi dieci anni e più dopo l'istituzione (sulla carta)

Sindaci del territorio su fronti opposti riguardo allo strumento di tutela

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Da un lato comuni come Ortona, Fossacesia, Vasto che spingono per accelerare la procedura e quindi l'istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina, dall'altro ancora il secco no di comuni come San Vito, Rocca San Giovanni e San Salvo, contrari alla realizzazione dell'area naturale protetta.

É ancora in bilico tra due fazioni opposte il nascituro Parco nazionale, istituito, finora solo sulla carta, da una legge governativa del 2001. Nonostante l'assessore regionale Mauro Febbo abbia rivisto e rimodulato la perimetrazione dell'area protetta che coinvolge otto comuni e 9mila ettari di superificie protetta, il parco divide ancora.

«La nostra posizione non cambia di una virgola», annuncia il sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, «non ci interessa e non ci ha mai interessato la perimetrazione: quello che conta per noi è che non abbiamo visto nessun passo avanti da parte del Ministero dell'Ambiente sulla nostra richiesta di entrare a far parte della governance dell'ente parco. Se insisteranno su questa strada faremo un referendum». E resta fermo sul no al Parco anche il comune di San Vito: «Non è cambiato nulla né per la delimitazione delle aree da proteggere, né, purtroppo, dal punto di vista della gestione del parco», spiega l'assessore all'ambiente, Luigi Comini, «la conseguenza per San Vito è che quindi il 65% del nostro territorio viene sottratto al giudizio e all'azione del consiglio comunale, delle giunta e, di conseguenza, dei cittadini. Non possiamo accettarlo». «La questione della governance è prioritaria», insiste il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, «rischiamo che qualcuno nominato da Roma venga a gestire il nostro territorio. La questione si può risolvere solo con un atteggiamento di apertura di cui si era fatto garante il Ministro Orlando e speriamo che si mantenga fede ad una perimetrazione e ad una visione il più possibile vicina a quella dei sindaci che sono stati eletti per difendere il territorio che rappresentano e che sono i primi a conoscerlo in ogni suo dettaglio».

Critica invece la Costituente per il Parco: «La nuova perimetrazione ci sembra un buon punto di arrivo», interviene il presidente dell'associazione Lino Salvatorelli, «dal momento che dentro ci sono tutte le aree di valenza. Dispiace per l'opposizione dei sindaci che parlano di governance di un territorio che oggi invece sta letteralmente franando. Impuntarsi sulla governance invece che sul consumo zero del territorio così come l'adozione di un parco nazionale imporrerebbe, significa non amare la propria terra, ma perseguire mire personalistiche. In passato si è fatto scempio dell'Abruzzo, bisognerebbe pensare oggi a fare una politica urbanistica unitaria anche per evitare ripetizioni inutili come quella dei porticcioli turistici: sul nascituro parco ce ne sono già cinque e San Vito ne vuole aggiungere un sesto. Senza il Parco inoltre siamo più deboli contro le piattaforme petrolifere. Questi sindaci hanno un'idea di sviluppo assolutamente arretrata: gli amministratori vanno e vengono, ma il Parco resta».

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