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'Bufera' sul Consorzio di Bonifica di Vasto: dimissioni in massa e vertici contestati

Nel 'mirino' la gestione del presidente Fabrizio Marchetti

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E’ bufera sul Consorzio di Bonifica Sud dopo le dimissioni dei rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole Cia, Coldiretti e Copagri, che hanno deciso di lasciare il consiglio dei delegati del Consorzio.

Emilio Pace, Marino Pietro Raffaello, Franco Lanci, Nicola De Camillis, Domenico Melchiorre, Tommaso Dell’Osa, si sono dimessi per protestare contro la gestione del presidente Fabrizio Marchetti giudicata “irregolare e caratterizzata da gravi inadempienze amministrative”.

“Violazione ed erronea interpretazione delle disposizioni statutarie, condotte impeditive dello svolgimento dell’attività di amministratori; inosservanza delle norme attinenti il regolare funzionamento degli organi sociali”, alcune delle obiezioni mosse dai rappresentanti di Cia, Coldiretti e Copagri. “Le dimissioni sono state un atto necessario in una situazione diventata gravissima. Oggi più che mai è necessario fare chiarezza sull’operato di un presidente che continua a deliberare incurante della situazione di stallo, non solo economico”, hanno dichiarato le organizzazioni degli agricoltori i quali hanno tenuto a sottolineare che sottolineare che i rappresentanti non erano affatto decaduti dagli incarichi. Una forte presa di posizione nei confronti della gestione Marchetti c’era stata già nel mese di gennaio, con le dimissioni dei componenti della deputazione consortile: un atto con cui Cia, Coldiretti e Copagri avevano lanciato l’allarme auspicando “collegialità, trasparenza e gestione oculata come condizioni imprescindibili per ridare credibilità, funzionalità ed efficacia al Consorzio di Bonifica”.

Un atto cui era seguito un nulla di fatto, sino ai giorni scorsi, con la decisione delle dimissioni in massa. “Non vogliamo polemizzare – hanno affermato le organizzazioni degli agricoltori – “Marchetti dice di essere stato confermato presidente. Ma da chi? Da 3 consiglieri, lui compreso, nominato dalla politica, su un consiglio dei delegati composto da 13 unità. Una vera lezione di democrazia in un Ente che è strumento di autogoverno degli agricoltori!”.

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