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Vendere ‘un’esperienza’, la società ‘Oltre il Mare’ riflette sulle linee per promuovere il turismo

A Vasto un incontro organizzato dalla nuova compagnia formata da operatori pubblici e privati

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È stata una lezione sul turismo, sui nuovi modelli da adottare e sulle peculiarità italiane e locali quella che ha avuto luogo ieri al Gulliver center di Vasto. Un’iniziativa promossa dalla Destination management company (Dmc) ‘Oltre il Mare’, neonato organismo che lavorerà per potenziare l’offerta turistica del territorio.

Alla creazione della società consortile i promotori, tra cui Luciano De Nardellis dell’Aqualand, lavorano da un po’, oggi la nascita sarà formalizzata con le firme dal notaio. ‘Oltre il Mare’ conta circa 200 operatori, tra privati e pubblici (una trentina di Comuni) e sarà trainata soprattutto dai primi. La costituzione di Dmc è stata promossa dalla Regione con un bando che scade il 29 marzo.

Ieri i fondatori hanno organizzato un momento di confronto con esperti come Joseph Ejarque, destination manager e marketing – Forum turism, Paolo Borroi, destination marketer e project manager – Feratel e Antonio Minguzzi, dirigente del centro studi sui sistemi turistici dell’Università del Molise. Presenti oltre a De Nardellis, il responsabile operativo della Dmc, Michele Perrozzi, e il coordinatore Marcello Squicciarini, alla guida pure del polo Abruzzo innovatur.

Non possiamo più vendere solo il territorio, il turista vuole acquistare un’esperienza. Le risorse locali vanno organizzate con servizi e offerte concrete”, ha esordito Ejarque. “Oggi il settore si basa su un modello di prodotto: la Dmc dovrà creare un mix di prodotti e proposte di nicchia”. Il turista, ha proseguito, è cambiato: “Innova, non torna sullo stesso posto, è infedele, intossicato d’informazioni e impaziente”. Fondamentale il web, “se non ci sei non esisti. È lì che la gente s’informa per le vacanze, specie coi social media. Internet va usato per incrementare la conoscenza del territorio, migliorare la reputazione e fidelizzare i clienti che parleranno di voi”. Il turista “va sedotto, passando da una comunicazione a un engagement, e il rapporto va creato prima che arrivi”. Da qui i consigli: “Capire cosa cerca il cliente, quale proposta di valore si può dare, trasformare le risorse in prodotti che puntino all’emozionalità, vendere un’esperienza tramite una storia e un linguaggio coinvolgenti. Serve una strategia chiara basata su collaborazione, flessibilità e innovazione”.

Su questi ultimi punti è tornato anche Borroi: “Il turismo in Italia deve ripartire da un sistema di cellule, bisogna fare sistema ma senza copiare i vicini”. Indispensabile il web, che però va riempito di contenuti di qualità. Borroi si è soffermato sui software di destination management affinché ognuno sia interattivo con il sistema, sull’uso di card turistiche dinamiche e non solo di sconti e sulle potenzialità delle applicazioni per mobile.

Da Minguzzi una lettura sul turismo in Italia, che registra un calo rispetto al resto d’Europa, è caratterizzato da viaggiatori poveri e vede solo il 56% degli operatori collegato a internet.

Sulle caratteriste della nuova Dmc si è soffermato Squicciarini che ha precisato come la strada intrapresa fin da subito sia quella ieri indicata dagli esperti: “webmarketig, social, creazione di esperienza ma con l’aggiunta di una grande attenzione alle passioni, quindi a pubblici particolari e community specifiche”. Il coordinatore ha aggiunto che la Dmc è una novità nel panorama italiano dove di solito esistono Dmo che sono private.

In sala anche alcuni sindaci del territorio, tra cui Tiziana Magnacca di San Salvo, Angelo Pollutri di Cupello e Luciano Lapenna di Vasto.

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