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Giovani Vastesi nel Mondo: Sarah D'Adamo ricercatrice in Colorado nel campo della biochimica

Nuova puntata nella serie di interviste di Nicola D'Adamo (NoiVastesi)

| di Nicola D'Adamo (NoiVastesi)
| Categoria: Attualità
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Età 32 anni, laurea in Biotecnologie Industriali, dottorato in Biochimica e biofisica ottenuti entrambi a Padova, Sarah D'Adamo* da 3 anni lavora negli Stati Uniti come ricercatrice postdoc presso la Colorado School of Mines, Dipartimento di Chimica e Geochimica. Conosce inglese e francese.

 

Sarah, quali sono stati i passaggi che da Vasto ti hanno portata a Denver?

Ho sempre custodito il desiderio di fare una lunga esperienza all’estero. Purtroppo non l’ho avuto tale opportunità durante l’università perché il corso di laurea in Biotecnologie (che all’epoca era stato appena istituito) non prevedeva l’Erasmus. Non l’ho fatta durante il dottorato perché decisi di rimanere a Padova per continuare a seguire la ricerca in un campo che mi piaceva, anche se a dire il vero mi si presentò l’occasione per un dottorato in Irlanda a cui rinunciai. Concluso il dottorato di ricerca sentivo proprio l’esigenza di cambiare e partire per l’estero. Ho accettato al volo la proposta della mia correlatrice di dottorato a Padova (che tutt’ora ringrazio molto) di contattare un professore americano per chiedere se avesse disponibilita’ di impiego nel suo laboratorio in Colorado. La risposta fu affermativa. Cosi, dopo qualche mese di assegno di ricerca all’universita’ di Padova ho preso il volo verso gli Stati Uniti.

 

Parlavi già l’inglese?

Nonostante non l’abbia mai studiato a scuola, sapevo già comunicare in inglese abbastanza bene, perché per molti anni ho frequentato corsi estivi in Inghilterra, stando a seguito dei miei genitori che organizzavano vacanze-studio per gruppi di studenti dall’Italia. Negli anni successivi, quando ero più grande, ho viaggiato da sola e ho fatto anche da animatrice ed accompagnatrice per ragazzi in vacanze-studio e scambi socio culturali in Europa organizzati dal Progetto Giovani di Padova. Per cui quando sono arrivata negli Stati Uniti, sinceramente non ho avuto grossi problemi.

 

In che cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro riguarda ricerca biochimica “ambientale”. Mi occupo di produzione di bio-combustibili rinnovabili, come biodiesel, ed in particolare di bio-idrogeno (l’idrogeno è già utilizzato, per esempio, come carburante delle navicelle spaziali). Qui in Colorado cerchiamo di estrarre biodiesel e produrre idrogeno da alghe microscopiche, che normalmente vivono nei mari o nei laghi. In particolare noi studiamo e ottimizziamo i processi biochimici alla base, per cercare di migliorare tale produzione e poterla portare su larga scala. Ho iniziato progetti su questo tema in Italia già dalla tesi di laurea, poi durante il dottorato e fino ad oggi.

 

Il tuo è un ambiente internazionale molto stimolante, da italiana come ti trovi?


Come Italiana mi trovo ovviamente benissimo! Lavorando in universita’ ho modo di stare in mezzo a gente giovane, studenti e non, e di tante nazionalità diverse. Gli americani che ho conosciuto sono molto simpatici, generalmente trovano affascinante il mio accento italiano, e amano il nostro cibo e anche la nostra cultura! E’ facilissimo poi legare con amici provenienti da altre nazioni, forse perché essendo in un paese straniero, tutti soli, abbiamo più voglia di creare legami. Non nego anche qualche mese di sconforto iniziale, quando arrivi e non conosci nessuno (io sono anche un po’ timida all’inizio quindi tendo a socializzare con piu’ lentezza) ma una volta ingranati nel nuovo ambiente, è fatta. In pratica è stato più o meno così anche quando iniziai l’università, trasferendomi a Padova senza conoscere nessuno. E’ una sfida all’inizio, quando tutto è nuovo e tu sei sola, ma alla fine, è molto gratificante.

 

Tu lavori in un campo molto specialistico, cosa hai fatto per acquisire le giuste competenze?

Per lavorare nella Ricerca e magari puntare alla carriera accademica, il dottorato è quasi d’obbligo. Quindi, ottenuta la laura quinquennale, ho ritenuto opportuno continuare per altri 3 anni, ottenendo il titolo di Dottore di Ricerca. Quando sono arrivata in Colorado avevo già l’esperienza di 4 anni di laboratorio nel campo dei biocombustibili - che a loro interessava – in sostanza un anno per la tesi di laurea sperimentale e 3 anni di dottorato di ricerca. Sono competenze che si acquisiscono maggiormente se non quasi esclusivamente sul campo, ovvero nel mio caso, in laboratorio. Per esempio ora dopo tre anni di ricerca universitaria negli Stati Uniti posso sicuramente dire di aver imparato ancora molto e aggiunto tanto alla mia professionalità.

 

Che progetti hai per il tuo futuro?


Ora mi aspetta, ancora per qualche anno (speriamo pochi!), una vita da ricercatore precario, per poter poi ambire ad un posto da ricercatore a tempo indeterminato o addirittura professore associato. La precarietà ed il futuro incerto, pieno di sacrifici, però non mi infastidiscono e nemmeno mi scoraggiano, sono pronta a tutte le esperienze, magari anche a quelle remunerativamente meno convenienti se mi aiuteranno a gratificare altri aspetti della mia vita, come nuove amicizie, arricchimento del bagaglio culturale, esperienza qualificata, visita a nuovi posti, e tutto ciò che di buono puo’ portare il continuo cambiamento. Per ora comunque un altro anno in Colorado, ho appena firmato il contratto.

 

E con Vasto come la metti?
Vasto è un vero e proprio angolo di paradiso, che però non offre nulla per me e la mia professione. Inoltre come spirito libero ed aperto, non mi piace molto la mentalità dei piccoli centri, che spesso non è compatibile con il mio stile di vita e di pensiero. Tuttavia, ritengo fortunati quelli che ci restano e trovano lavoro, bravi quelli che si impegnano per cercare di migliorare la nostra città e faccio tanti auguri a chi invece, come me, è voluto/dovuto andare via. Forse tra una ventina d’anni chissà, riuscirò ad aprire un centro di ricerca, magari proprio per produrre combustibili da alghe, sfruttando il nostro bellissimo mare! Non sarebbe male! Con la promessa però di mantenere integro e salvaguardare il nostro stupendo patrimonio naturale!

 

Cosa consigli ai giovani vastesi che intraprendono l’università o sono in cerca di lavoro?
Consiglio di non gettare mai la spugna, di impegnarsi e se si ha un sogno, di perseguirlo. Di fare quello per cui si è portati e si ha talento o semplicemente aspirazione. Se non si hanno le idee chiare, provare varie strade e non precludersi nessuna opportunità. Non farsi condizionare da nessuno, spesso parenti, amici, amori e circostanze tendono a frenare i propri desideri, cosa che può poi condurre ad un senso di insoddisfazione generale. Non temere il futuro perché siamo noi a costruirlo, non temere di lasciare quello che si ha per un’esperienza nuova perché i veri affetti non volgeranno mai le spalle e anche il cambiamento apre nuove porte che potrebbero fruttare inaspettate soddisfazioni. Infine aprire mente e cuore a nuove esperienze, diverse culture, informarsi ed aggiornarsi sempre, leggere e viaggiare, viaggiare, viaggiare!

 

A Sarah D’Adamo, che da sola con determinazione e impegno si sta costruendo il suo percorso di carriera, i nostri migliori auguri di futuri successi professionali.

 

* mia figlia

Nicola D'Adamo (NoiVastesi)

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