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'Crisi della politica e disagio dei cattolici': convegno per i 5 anni di Polis

L'organizzazione a cura di Davide D'Alessandro

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Polis, il Laboratorio politico-culturale, sabato 3 dicembre festeggerà i cinque anni della sua intensa attività. Vuole farlo promuovendo un importante e ambizioso Convegno sul tema: “La crisi della politica e il disagio dei cattolici”, chiamando al confronto varie personalità, politiche e non, in grado di assicurare una riflessione profonda sul delicato momento che vive il nostro Paese. A breve saranno comunicati i nomi dei partecipanti. Il presidente dei Vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco, ha un «sogno»: quello di veder nascere in Italia una nuova generazione di politici cattolici. Tempo fa ha precisato: «Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti». Anche a Vasto si avverte il bisogno di un recupero della presenza cattolica, di chi si è formato alla scuola della prudenza, dell’attesa e della laboriosità. Una presenza che non va strumentalizzata, che non va piegata ai bisogni di questo o quel partito, ma che va sentita come parte attiva dell’universo politico, di una politica che sia servizio pubblico, di una politica che sia perseguimento del bene comune. Ha scritto il nostro amato vescovo, monsignor Bruno Forte: «Secondo la metafora biblica non sarà l’omologazione delle differenze il futuro dell’umanità, ma la loro convivialità, il loro reciproco riconoscersi ed accettarsi, sul fondamento comune della dignità assoluta di ogni persona umana e del diritto di ciascuno all’uguaglianza, formale e sostanziale. Davanti al Dio della storia nessun uomo è un’isola: oltre il naufragio, sulle onde della modernità liquida, la barca va costruita insieme, nel rispetto di tutti, consentendo tutti a regole comuni, certe ed affidabili, per navigare insieme sul vasto tratto di mare che ancora ci resta da percorrere verso il porto – intravisto nella speranza e mai pienamente posseduto nella realtà – della pace universale e della giustizia per tutti». Vorremmo partire dalle sue parole.
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