Dal primo gennaio 2012 la Sevel, uno degli stabilimenti più importanti di Atessa, uscirà da Confindustria Chieti. L'ufficializzazione è arrivata a seguito di una stringatissima nota firmata direttamente da uno dei responsabili delle relazioni industriali della Fiat.
Un brutto colpo per lo stabilimento di Val di Sangro che, adesso, teme che ci possano essere delle conseguenze in vista della firma del nuovo accordo aziendale. La preoccupazione è che si possa profilare un caso simile a quelli di Pomigliano o Mirafiori.
Immediata è scattata anche la protesta da parte della Fiom. "Non si capisce il motivo di questa uscita - ha affermato Marco Di Rocco, segretario provinciale del sindacato dei lavoratori - in Sevel il lavoro c'è così come la produzione. Inoltre se Fiat applicherà un contratto aziendale si andrà incontro all'assurdo che le piccole aziende che lavorano nella galassia del furgone Ducato applicheranno il contratto nazionale, mentre Sevel farà un discorso a parte per i suoi oltre 6mila dipendenti".
Immediato anche il ricorso alla politica e l'appello lanciato al Governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. "Bisogna convincere la Fiat a non uscire da Confindustria Chieti - ha affermato Di Rocco - perché qui sta partendo il Campus automotive e sono già in arrivo i primi 35milioni: da una parte l'Abruzzo investe nella ricerca e dall'altra acconsente al taglio dei diritti"

