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Febbo sul Parco della Costa Teatina: 'Non posso e non voglio fare la perimetrazione'

Sindaci nel 'mirino': 'Ora tutti hanno fretta'

a cura della redazione
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Ancora il Parco Nazionale della Costa Teatine al centro dell'attenzione (e delle polemiche). L’assessore regionale all'Agricoltura e responsabile del tavolo di coordinamento tecnico sul Parco Mauro Febbo è nuovamente intervenuto sulla vicenda. “Resto sconcertato - dice - di fronte alle dichiarazioni di alcuni sindaci dei Comuni della Costa Teatina. In particolare mi lascia senza parole l’incoerenza del primo cittadino di Casalbordino Remo Bello, che durante tutti gli incontri che sono stati organizzati si è sempre detto contrario al Parco. Con una recente delibera ha ribadito il parere non favorevole alla proposta di perimetrazione così come formulata dalla Regione avanzando addirittura dubbi sulla costituzionalità della Legge che istituisce il Parco. Nell’incontro di martedì al Ministero lo stesso Bello ha ribadito la sua contrarietà al Parco, notificando ufficialmente la delibera, mentre oggi leggo che proporrà di fare una perimetrazione con gli altri Comuni. Ora che la scadenza si avvicina - sottolinea ancora Febbo - hanno tutti fretta, mentre sono anni che sia il Ministero sia la Regione sollecitano atti ufficiali da parte delle amministrazioni comunali. Tutti sanno che per procedere con l’iter erano necessarie la delibera di adesione e quella sulla perimetrazione. Naturalmente chi si era detto favore del Parco non ha poi fornito la documentazione e ora ci troviamo a questo punto a pochi giorni dalla scadenza". Non mancano riflessi politici. "Quello sul Parco della Costa - aggiunge Febbo - è diventato uno scontro politico: per questo motivo mi viene da pensare che il Pd abbia richiamato all’ordine i suoi sindaci invitandoli a cambiare linea d’azione e provare a far ricadere la colpa dei ritardi sul sottoscritto. Poi sarei io quello che ha creato confusione? Le procedure non le ho certe inventate io. Per quanto riguarda la perimetrazione infatti, lo ripeto per l’ennesima volta, c’erano due basi sulle quali ragionare. La prima è quella relativa alla proposta della Regione inviata ai Comuni del 2007 (dall’allora assessore Caramanico) e quella inoltrata dal Ministero: entrambe sono rimaste lettera morta fino a qualche giorno fa e oggi tutti si affrettano con l’obiettivo di concludere le pratiche e far nascere il Parco. Come coordinatore del tavolo tecnico non posso intervenire su questi aspetti, non ho i poteri per formalizzare la perimetrazione né posso sostituirmi alle amministrazioni comunali, né tantomeno voglio, come non può farlo nessuno dei rappresentanti della Regione”.
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