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'Acqua bene comune': principio da fissare nello Statuto del Comune

La richiesta di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra

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Riceviamo e pubblichiamo dal circolo 'Sante Petrocelli' di Vasto di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra. "Siamo felicissimi del risultato del referendum del 12 e 13 giugno, che ha portato alle urne, anche a Vasto, oltre il 60% degli elettori, ben oltre la media nazionale, segnando una straordinaria vittoria dei SI in tutti e quattro i quesiti. Anche a Vasto i cittadini hanno detto di non accettare la mercificazione dell’acqua, di non accettare l’opzione nucleare quale fonte di energia, di voler ribadire l’uguaglianza di ognuno di fronte alla legge. A Vasto è stata espressa di fatto una voglia di partecipazione popolare alle scelte politiche e che noi del circolo del PRC – Federazione della Sinistra di Vasto avevamo già percepito mentre con il comitato promotore (al quale abbiamo aderito dal primo momento) raccoglievamo le firme a sostegno dei quesiti referendari ed anche dopo sostenendoli con la nostra presenza (senza altri simboli che non fossero quelli del comitato promotore) nei banchetti informativi ed in ogni iniziativa a riguardo. La nostra è stata una naturale scelta di partecipazione attiva a sostegno dei quesiti referendari, visto che la nostra azione politica su questi temi è sempre stata caratterizzata dallo spirito che ha mosso milioni di cittadini ad andare a votare domenica e lunedì scorsi. Lo conferma ad esempio una nostra proposta di modifica dello Statuto comunale per sancire l’acqua bene comune, presentata con un nostro ordine del giorno approvato nella precedente consigliatura comunale e sostenuta da diverse centinaia di firme che abbiamo raccolto nei mesi scorsi a tale scopo. Invitiamo perciò tutte le forze politiche a sostenere insieme a noi la modifica dello Statuto comunale per stabilire l’accesso all’acqua come diritto umano universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico privo di rilevanza economica. Deve muoverci in questa direzione, oltre che un valore morale, il dovere politico di trasformare la volontà espressa dai cittadini nei referendum in concreta azione amministrativa".
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