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Piattaforme petrolifere in Adriatico, si compatta il fronte del no

La delegazione vastese chiede un maggiore coinvolgimento della Regione Abruzzo

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Un maggiore coinvolgimento della Regione Abruzzo nella mobilitazione in atto contro le ipotesi di nuove trivellazioni e perforazioni in Adriatico. E' emerso anche questo, ieri a Peschici, durante l'incontro convocato per fare il punto della situazione sulla questione petrolizzazione in una fascia di territorio marino che interessa tre regioni, la Puglia per la vicinanza alle Isole Tremiti, il Molise e l'Abruzzo per la prossimità della fascia costiera vastese. Era presente una delegazione vastese e provinciale di Chieti, con l'assessore Anna Suriani, Lino Salvatorelli dell'Arci, Maria Grazia Mancini del Fai, Stefano Taglioli del WWF e Fabrizia Arduini della rete EmergenzAmbiente. Promotore del vertice il Comune di Peschici, con il locale centro studi Martello, il gruppo Gargano Libero, Legambiente, il comitato di Tutela del mare, l'Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Foggia e l'associazione Peschici Eventi. Vi hanno preso parte sindaci di altri Comuni del Gargano e del territorio, consiglieri regionali e provinciali non solo della provincia di Foggia, ma anche del Molise. La Provincia di Foggia, in particolare, retta da un'amministrazione di centrodestra, ha espresso una contrarietà senza se e senza ma alle ipotesi di 'indagini' per verificare la presenza di petrolio con il via libera del Ministero dell'Ambiente. Un fronte che sembra compattarsi. Un incontro ulteriore, prima di quello del 28 aprile a Roma con il ministro Stefania Prestigiacomo, verrà organizzato nei prossimi giorni a Termoli.
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