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SCIOPERO FARMACISTI, SARACINESCHE ABBASSATE

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Saracinesce abbassate per buona parte delle farmacie di Vasto rimaste chiuse, così come avvenuto in tutta Italia, per protesta contro il decreto Bersani. Uno sciopero non solo inconsueto, ma unico nel suo genere ed unico da almeno trent'anni. Il motivo che ha indotto i titolari delle farmacie ad adottare una forma di protesta più consona alle tute blu che ai camici bianchi è il decreto Bersani che autorizza i supermercati a vendere alcuni tipi di medicinali. Si tratta di una falsa liberalizzazione - affermano i manifestanti - che, a fronte di un risparmio esiguo per i cittadini su pochi farmaci, sopprimerà le farmacie di paese e quelle di quartiere a tutto vantaggio della grande distribuzione organizzata e delle multinazionali. I farmacisti, in particolare, non condividono sono le possibilità di effettuare sconti superiori al tetto massimo del 20 per cento consentito oggi, di possedere più di una farmacia e di esercitare l'attività anche oltre i confini indicati dalla pianta organica della Provincia, lasciando inoltre libertà di svolgere, allo stesso tempo, attività al dettaglio o all'ingrosso. Per la Federfarma a provocare lo sciopero sarebbe stata soprattutto la scarsa disponibilità al dialogo mostrata dall'esecutivo. ''Contro un governo che vuole trasformare il farmaco in prodotto di largo consumo, il farmacista in un semplice commesso e la farmacia in un punto vendita alle dipendenze di una multinazionale'', dicono i farmacisti protestanti. Gli stessi, però, non si limitano a protestare: hanno infatti delle condizioni da dettare al governo che ha deciso la liberalizzazione dei farmaci senza ascoltarli prima. Chiedono l'esclusione dalla possibilità di vendita in esercizi diversi dalla farmacia dei medicinali cosiddetti «Sop» (non pubblicizzabili e non prelevabili self service) che, in base all'emendamento, possono essere venduti unicamente in farmacia, con uno sconto libero sul prezzo al pubblico, lo stesso previsto per i medicinali da automedicazione. Gli scioperanti in camice bianco avanzano anche la richiesta di eliminare l'obbligo della presenza del farmacista negli esercizi commerciali autorizzati a vendere farmaci di automedicazione privi di rischi per la salute, e quella d'attribuire all'Agenzia italiana del farmaco il compiuto d'individuare, all'interno della categoria dei farmaci d'automedicazione, i medicinali che necessitano particolari cautele d'uso e devono essere venduti unicamente in farmacia. Per le difficoltà della giortnata odierna è comunque rimasta aperta, per assicurare il servizio la farmacia comunale, che non ha aderito alla protesta.
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