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UN FRONTE COMUNE DEI MODERATI PER UN 'PATTO HISTONIENSE': L'AUSPICIO DI MANUELE MARCOVECCHIO

Intervento del vice coordinatore del Pdl. D'Alessandro (ApV): 'I numeri del Pd e Pdl numeri del passato. Convergiamo su un progetto ampio'

a cura della redazione
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Un fronte comune dei moderati, realizzando in città un 'Patto Histoniense' in vista delle prossime elezioni comunali. L'auspicio è del vice coordinatore cittadino del Popolo della Libertà, Manuele Marcovecchio. "I riscontri decisamente positivi che hanno seguito l’assemblea del Pdl, e in particolar modo le esternazioni di partiti e movimenti civici in ordine alla opportunità di concretizzare un 'Patto Histoniense' tra le forze alternative al centrosinistra - scrive - ci conferma di essere sulla strada giusta e che la méta è ormai prossima. Conferma soprattutto la bontà di una scelta, come quella operata dal Pdl locale, di aprirsi e non arroccarsi, cercare e trovare convergenze, magari anche ritardando di qualche settimana l’indicazione del candidato sindaco. Vasto, in questi anni, è stata governata male o, più semplicemente, non è stata governata, e sarebbe stucchevole qui sottolineare, ancora una volta, le motivazioni di carattere politico che hanno ridotto Luciano Lapenna ad essere sindaco di minoranza, potendo contare, da qualche giorno, solo su quattordici consiglieri rispetto ai ventuno di inizio mandato. Un patto, quindi, appare necessario, e non solo opportuno, per assicurare il rilancio della città". Marcovecchio parla poi del ruolo del Pdl. "In tale contesto deve assumere il ruolo guida e di responsabilità che gli compete: per essere il primo partito in Italia, in Abruzzo e in provincia di Chieti, come risulta decretato dalle consultazioni elettorali che si sono succedute negli ultimi due anni. Per essere, anche a Vasto, partito di maggioranza relativa; per costituire, con nove consiglieri, il gruppo di opposizione più rappresentativo. Il Popolo della Libertà, quindi, non può abdicare in favore di altri soggetti (partiti o formazioni civiche) la funzione centrale che le appartiene. Anche nella indicazione e determinazione del candidato sindaco, che tanto appassiona addetti ai lavori (e non), seppure, a mio avviso, decisiva quanto la individuazione delle cose da fare nei prossimi anni, del modo concreto in cui si intende realizzarle e della squadra di amministratori che sarà chiamata ad attuare i programmi. Sia chiaro: al tavolo delle alleanze non è consentito accostarsi con pregiudiziali e riserve mentali, perché un progetto politico/amministrativo di alto profilo può nascere solo se, dal confronto, prevalgono le ragioni della politica su considerazioni di carattere squisitamente personale. Nelle ultime settimane, poi, vi sono stati ripetuti appelli all’unione dei moderati vastesi. Per chi, come me, ha fatto del moderatismo un modello di ispirazione politica e della moderazione un valore esistenziale, la cosa non può che lusingare, anche se è bene non 'stressare' troppo il concetto e perderci in una discussione per stabilire chi è più moderato di altri. Le premesse politiche, quindi, per siglare il 'Patto Histoniense' - conclude - ci sono tutte, come ci sono altresì le intelligenze, le sensibilità e le competenze per realizzare un progetto moderno e di ampio respiro per la città. Manca solo l’amalgama, che come spiegarono anni fa ad un vecchio presidente del Catania Calcio, non si può certo acquistare al mercato; nel nostro caso, essa dipende solo dalla lealtà, dal rispetto e comprensione delle ragioni altrui, dall’essere pronti a fare qualche passo indietro per prendere meglio la rincorsa e volare in alto". A stretto giro di posta un'analisi di Davide D'Alessandro, coordinatore cittadino di Alleanza per Vasto. "Vasto ha urgenza di un nuovo governo, retto, se possibile, da una compagine ampia e coesa, che abbia un progetto da condividere e non poltrone da dividere. C’è necessità di una nuova aggregazione, di forze fresche presenti in ogni partito, di un ricambio non più eludibile. Dopo il decennio delle grandi delusioni non possiamo fallire, nessuno può permettersi, per stupide ambizioni personali, di impedire la formazione di una nuova squadra e il rilancio di Vasto. In tanti - dice - si affannano a ragionare di politica, a costruire liste elettorali, a lanciare strali contro questo o quel candidato, a scrivere e già a distribuire programmi più o meno roboanti, più o meno credibili, ma la prova di governo è prova da far tremare vene e polsi. L’amministrazione di una città complessa e in continua espansione quale è Vasto ha bisogno di un progetto politico che punti al futuro, ma che abbia solide basi per costruire il futuro. L’esperienza Lapenna e, prima ancora, quella di Pietrocola, hanno dimostrato che la politica non è possibile rincorrendo quotidianamente il voto di questo o di quel consigliere, arrancando di fronte alle decisioni urgenti che vanno prese in tanti settori per il bene del cittadino. La nostra speranza è di consolidare una convergenza su un grande progetto che deve segnare la ripartenza di Vasto. Vogliamo affidare a un candidato moderato la finalizzazione del progetto. Non vincerà lui, ma la squadra che opererà per la vittoria di Vasto! I numeri del Pd e quelli del Pdl sono numeri del passato. L’alleanza siamo disposti a farla con chiunque, senza chiusure preconcette, senza sentimenti o risentimenti, ma il ruolo guida spetta al candidato sindaco che dialogherà con i partiti senza subirne alcuna prevaricazione. L’elettore con il voto del 2011, non degli anni precedenti, deciderà il peso politico di ognuno".
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