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Appuntamento con la storia del mare e la fratellanza universale di Charles De Foucauld

Due eventi a Casalbordino dell’associazione MeD (Mare e Deserti) sabato 6 e dal 9 al 16 agosto

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Il tornare a vivere e socializzare, il dialogo, l’ascolto, nutrire anima e cuore all’acqua viva e fresca della storia e della cultura, della profondità dell’animo umano e di quel che “Il Piccolo Principe” disse che non era visibile agli occhi. Ma è l’essenziale, ossigeno senza cui non è possibile vivere. La pandemia, la crisi economica di questi ultimi due anni, l’incertezza e le conseguenze di questo 2022 già carico di guerre e paure per il futuro, le restrizioni ai movimenti e all’incontro hanno limitato fortemente le nostre vite. E ci hanno dimostrato, nel momento in cui è venuto a mancare, quest’essenziale invisibile agli occhi eppur fondamentale.

Dopo quasi tre anni l’associazione MeD (Mari e Deserti) di Casalbordino annuncia il ritorno ad eventi pubblici e in presenza. Si cercherà di riannodare quel filo tra le due sponde del Mar Mediterraneo, quel ponte tra culture e tradizioni, spiritualità e vite che ha caratterizzato la vita e gli eventi dell’associazione sin dalla fondazione. Si torna insieme, a confrontarci, parlarci, incontrarci, nutrirci nel profondo con un grande amico dell’associazione, compagno di viaggio consolidato, protagonista di tanti eventi straordinari di MeD: Alessandro Vanoli. Sabato 6 agosto alle ore 19 in piazza Aldo Moro a Casalbordino Lido Vanoli presenterà il libro “Storia del Mare”. L’evento, patrocinato dal Comune di Casalbordino, sarà animato da un reading spettacolo con accompagnamento musicale e la mostra di pittura di Guero Art Lab. “Una storia del mare. Che racconti la geologia, gli uomini delle coste, le scoperte, le navi, le guerre, i miti e i sogni. Ma anche e soprattutto i pesci e gli altri esseri marini. Una storia insomma che tenga assieme tutto, uomini e animali” si legge nella presentazione del libro sul sito della casa editrice Laterza. Un libro che non riporta una “cronaca minuziosa” ma “intende essere un racconto, fatto di volti, immagini, suoni e colori, con la speranza di restituire un po’ di quello stupore che gli abissi ci hanno sempre dato – prosegue la casa editrice - così ecco il grande libro del mare: comincia in un infinito passato, quattro miliardi di anni fa, raccontando una geologia antica e gli inizi della vita, i dinosauri e i pesci primitivi, i mari scomparsi e le grandi catastrofi”. Un viaggio che scende negli abissi “per riemergere tra barriere coralline, zone acquitrinose, scogli o spiagge di sabbia” e attraversa la storia, tra grandi miti, civiltà passate fino ad oggi, “alla crisi ambientale e allo scioglimento dei ghiacci”. Una storia del mare che può parlare “dei nostri sogni più profondi” e ci ricorda che l’umanità è “una specie tra altre specie” perché “siamo parte del mare ed è questa forse la cosa che più conta in tutta questa avventura millenaria”. 

Martedì 9 agosto alle ore 19 verrà inaugurata la mostra itinerante del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere), ospitata sino al 16 agosto nei locali della Basilica Madonna dei Miracoli. Durante la serata la presidente di MeD Lucia Valori dialogherà con padre Luciano Verdoscia, Rettore dell’Abbazia Santa Maria Arabona. La mostra è caratterizzata da dodici pannelli in cui si raccontano la storia e la spiritualità di Charles De Foucauld, “fratello universale”. “Sacerdote e militare, esploratore del deserto del Sahara e studioso della lingua e della cultura dei Tuareg, assassinato in un agguato all’età di 58 anni” riassume il Dicastero delle Cause dei Santi la biografia di De Foucauld, beatificato da Benedetto XVI il 13 novembre 2005 e canonizzato dall’attuale pontefice il 15 maggio di quest’anno. “Ordinato sacerdote, con l’intento di poter celebrare e adorare l’Eucaristia nella più sperduta zona del mondo, tornò in Africa, si stabilì vicino a un’oasi del profondo Sahara, indossando una semplice tunica bianca, sulla quale aveva cucito un cuore rosso di stoffa, sormontato da una croce – riporta il sito web santiebeati.it – a musulmani, ebrei e idolatri, che passavano per la sua oasi, si presentava come «fratello universale» e offriva a tutti ospitalità”. Visse tredici anni, fino alla morte, nel villaggio tuareg di Tamanrasset.

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