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Il sorriso contagioso dei Ricoclaun di Vasto

Con il calendario dell'associazione si aiutano gli orfani della Colombia

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Procede senza sosta l’attività del gruppo Ricoclaun onlus di Vasto, che nei weekend entra nelle corsie degli ospedali per alleviare le angosce di chi sta male e dei loro cari, per infondere fiducia, pronti a far spuntar un sorriso, a scacciar via le lacrime e far sì che anche in quei luoghi di sofferenza ci sia spazio per momenti di divertimento.

 

L’attenzione dei trenta volontari però è rivolta pure altrove: oltre a portar un po’ di gioia nelle strutture ospedaliere di Vasto, Lanciano e Termoli, hanno deciso di pensare a chi è più lontano, ai bambini orfani di Madeila, in Colombia, dove la missionaria suor Maria Pia Stanisci dell'ordine francescano del Bambin Gesù gestisce un orfanotrofio. Andrà a loro il ricavato della vendita del calendario dell’associazione, che sarà disponibile a breve. Per acquistarlo (5 euro) basterà richiederlo tramite il contatto facebook di Ricoclaun, costantemente monitorato dalla presidentessa Rosaria Spagnuolo, in arte clown Eric. Il calendario, pieno di colorate e divertenti foto, è un modo per farsi conoscere ma diventa anche l’occasione per supportare chi sta peggio.

 

Ricoclaun è una realtà stabile, un punto fermo dell’ospedale di Vasto dal 2004 (in tutti i reparti), e dal 2010 è attiva anche in diversi reparti delle strutture di Lanciano (una volta al mese) e Termoli (due volte al mese). Intervengono inoltre nella casa circondariale vastese per facilitare l’incontro tra i detenuti e le famiglie.


Il gruppo mette in campo la clown terapia, la tecnica diffusa dal medico americano Patch Adams e di cui numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia nella cura delle malattie, in quanto attenua lo stress e in alcuni casi riduce il bisogno di farmaci. Quello dei volontari è un impegno costante, ben programmato, con un’alternanza ferrea in modo da garantire la massima presenza possibile. Si attivano nei weekend, perché ogni clown ha un altro lavoro e questo è puro volontariato. Con il permesso del personale sanitario e dei malati entrano nelle stanze, tutti truccati, con tanto di nasi rossi e strumenti da maghi, per ridere e scherzare con pazienti e familiari. Lavorano con tutte le età e la risposta è alta, spiega Rosaria: “C’è grande partecipazione, stanno al gioco, si prestano alle magie. Con alcuni cantiamo canzoni locali. Si crea un clima di festa; ci sono giornate memorabili. Spesso ci seguono tra le stanze, sono contenti della nostra presenza, anche quando stanno malissimo, o addirittura quando stanno per lasciarci. Abbiamo aperto anche una biblioclown nella ludoteca dell’ospedale di Vasto”.


I volontari danno tutto in quelle stanze piene di dolore, ma ricevono anche tanto: “Esci con l’adrenalina addosso, una carica che ti dà la forza di affrontare la settimana, dai molto ma ricevi anche tanto”. Non è facile fare quello che fanno questi ‘clown di corsia’, non è come animare una festa. “Intanto è un impegno costante e in questo siamo rigorosi; poi devi aver avuto una crescita personale che ti permette di sdrammatizzare, devi avere la forza di non piangere, essere forte, positivo”. Secondo il presidente riescono a farlo perché ognuno ha un trascorso legato al dolore e alla malattia, personale o di un familiare: “Hai vissuto qualcosa di simile, sai cosa provano e quanto siano importanti presenze come le nostre. Le proprie corde del dolore devono aver vibrato altrimenti è difficile sopportare il dolore altrui”. Per diventare clown di corsia occorre fare un corso (2 giorni) dove una parte importante è legata alle emozioni e alla gestione del dolore, poi c’è una formazione continua.

 

Anche per il 2013 Ricoclaun pensa di organizzare un corso, per informazioni: per Vasto Rosaria 3400617294 (dopo le 14) - per Termoli Cocò 3209461044 (dopo le 17)

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