'GLI ANGELI DELL'ASSISTENZA': L'ESEMPIO DEI CENTRI DI RIABILITAZIONE NO PROFIT

riceviamo e pubblichiamo
19/03/2008
Attualità
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Da Daniele Leone, dottore in Scienze Infermieristiche, infermiere presso l'Istituto ''San Francesco'' di Vasto Marina, riceviamo e pubblichiamo: ''Egregio direttore, ho scelto di esercitare la professione di infermiere dopo aver riflettuto molto sul perché della mia scelta, su quello che questa professione mi avrebbe dato e su quello che io avrei dato ad essa, e devo dire che, anche a distanza di molti anni, non ho mai cambiato le mie considerazioni riguardo ad essa. Non ho scelto per caso di essere infermiere, né per convenienza, ma perché volevo prendermi cura delle persone che soffrono e che hanno bisogno di aiuto. Risuonano ancora nel mio cuore le parole dette da Giovanni Paolo II il quale ringraziò pubblicamente gli infermieri definendoli 'Angeli dell'assistenza'. Tutti gli operatori che lavorano nei centri di riabilitazione soprattutto in quelli gestiti dagli ordini religiosi no profit, sono 'angeli dell'assistenza', cirenei che aiutano il malato lungo la via della sofferenza. Noi infermieri siamo professionisti al servizio della persona sofferente e con professionalità, amore, ed umiltà assistiamo, curiamo, e aiutiamo le persone a continuare ad amare la vita a non perdere la speranza, a non abbattersi quando la vita non è cosi come si vorrebbe. Ho iniziato questa mia riflessione con questa doverosa spiegazione, perché non condivido il taglio dato ad un articolo apparso giorni fa su un noto quotidiano regionale. Secondo questo articolo i centri di riabilitazione della nostra regione non avrebbero personale specializzato in misura sufficiente e alla fine del programma riabilitativo addirittura non raggiungerebbero gli obiettivi fissati. Sono sconcertato nel leggere tali dichiarazioni. Nei centri di riabilitazione come quello in cui io lavoro, operano medici, ortopedici, fisiatri, cardiologi, pneumologi, geriatri, chirurghi,anestesisti, neurologi, urologi, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione, infermieri, assistenti, eccetera. La realtà è un'altra, queste strutture Riabilitative non-profit di ispirazione cattolica, sono strutture che uniscono la 'qualità dell'assistenza' alla 'centralità' del malato. In questi centri, inoltre, è assente ogni logica mercenaria, gli utili non vengono distribuiti ma vengono rinvestiti nelle attività o progetti sociali. Le motivazioni e le finalità di queste strutture, non sono quelle di fare business, ma sono evangeliche, sociali e sanitarie, la loro presenza nel mondo della salute è missione è incontrare il sofferente e aiutarlo a guarire. Qui si offre un'assistenza integrale con attenzione a tutte le dimensioni della persona, fisica, intesa come stato di salute, ma anche sociale, spirituale, e psicologica, perché la malattia non produce solo sofferenza, essa produce diversi altri problemi. Inoltre i malati non vengono fatti spogliare dei loro abiti per indossare un pigiama, non vengono ricondotti ad un caso clinico. No, queste strutture sono luoghi umanizzati dove si salvaguardia la vita, la salute, dove si trovano professionisti che esercitano la loro professione, capaci di porre la persona al centro delle cure e dei bisogni, luoghi di cura dove il ritmo quotidiano, gli orari, gli spazi sono finalizzati ai bisogni del malato e al buon funzionamento delle strutture stesse, luoghi in cui si lavora, attraverso protocolli scientifici e progetti riabilitative individuali e dove si utilizzano cartelle infermieristiche, mediche e programmi riabilitativi. In questi luoghi umanizzati, accoglienti, si aiuta il malato a valorizzare la situazione di sofferenza in cui versa e le famiglie vengono coinvolte nei programmi riabilitativi formulati su basi scientifiche, tant'è che oggi molte strutture pubbliche utilizzano gli stessi protocolli scientifici che da molti anni si applicano nei centri di riabilitazione religiosi no profit. Le istituzioni sanno bene a quale strutture sanitarie stanno affidando i fondi e soprattutto, come riportato dai mass-media sanno bene quali sono quelle strutture riabilitative che non hanno effettuato ricoveri impropri e sono state rispettose delle leggi. Quella dove io svolgo la mia professione, oltre ad essere una struttura all'avanguardia nella nostra regione, risulta fra quelle che riesce meglio ad attrarre più pazienti da molte regioni d'Italia. Inoltre i medici che vi esercitano la loro professione, hanno alle loro spalle pubblicazioni, studi e ricerche e gli infermieri, i fisioterapisti, assistenti sociali risultano fra coloro che hanno conseguito una formazione superiore a quella prevista dalla legge. Dunque, prima di rendere pubbliche determinate affermazioni, sarebbe opportuno effettuare le dovute verifiche, raccogliere le dovute informazioni e visitare magari qualcuna di queste strutture riabilitative no profit religiose''.

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