Di Petta Alessandro Impianti, “voglio portare il sole in casa”

Maria Napolitano
02/12/2016
Personaggi
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La vita quotidiana di ognuno è costellata di tanti professionisti in ogni ambito. A volte restiamo soddisfatti del loro operato e a volte no. Ciò che fa la differenza è la passione, l’impegno e la professionalità che viene messa in quello che si fa. E quando incontri una persona appassionata del suo lavoro, percepisci questa passione quasi a pelle e vedi che gli si illuminano gli occhi quando ne parla. Una di queste persone è Di Petta Alessandro, un professionista che realizza impianti elettrici.

Prima di fare l’elettricista chi eri?

Sono partito da una famiglia non economicamente vantaggiosa e vedevo dei ragazzi che avevano qualcosa che io non avevo e questo per me è stata una spinta a lavorare nei periodi estivi già quando frequentavo le scuole medie. Ho fatto di tutto cameriere, panettiere, meccanico e tutto quello che capitava.

Come è nata la passione per l’elettricità?

Nell’osservare mio padre che realizzava impianti elettrici mi sono appassionato a questo mondo e ho cominciato a frequentare percorsi scolastici professionali da elettricista. Dopo aver scelto questo mestiere nei periodi estivi ho cominciato a lavorare solo in questo settore per diverse ditte della zona.   Un’esperienza molto significativa l’ho avuta quando sono entrato a lavorare alla Iceel, un’azienda di Vasto dove ho imparato cose che non avevo mai fatto e che non avrei mai immaginato potevano esistere. Qui mi si è davvero aperta la mente. Una volta dovevamo realizzare un impianto elettrico per una impresa chimica e lì le canaline dovevano essere di ferro e non di plastica. Abbiamo dovuto realizzare degli impianti elettrici dentro delle strutture di ferro. Erano necessari non solo competenze elettriche ma anche di carpenteria metallica. Tutto doveva essere perfetto perché un piccolo errore poteva comportare gravi conseguenze.

Come sei arrivato a essere il professionista che sei oggi?                                         

Il 2006, che è stato anche l’anno in cui mi sono sposato, è stato per me un anno di svolta. Dovevo decidere se andarmene da San Salvo e lavorare fuori o restare e cominciare a lavorare per conto mio. Ho scelto questa seconda opportunità e nel farlo mi ero prefissato di dovermi differenziare nettamente dagli altri che facevano questo stesso lavoro. Per creare questa differenza mi mettevo nei panni di chi mi commissionava questo lavoro e che andava a lavorare per pagare il mio impianto. E pensavo “se io fossi in lui vorrei un lavoro fatto a regola d’arte”. E allora ho cominciato da subito a lavorare aspirando nell’offrire la perfezione non solo come risultato finale ma anche in ogni fase della lavorazione. Per me non esiste il discorso “questi fili non si vedono, vanno sotto terra o sotto il pavimento e quindi li posso mettere come capita, anche ingarbugliati e alla rinfusa. Anche ciò che non si vede deve essere perfetto. Io ci metto la mia faccia e i miei clienti devono poter dire in giro che io lavoro in un certo modo e alla perfezione.

So che oltre a fare dei lavori ben fatti realizzi anche delle cose spettacolari e creative con l’elettricità?

Sì per me l’elettricità è tutto e cerco sempre di soddisfare i desideri dei miei clienti anche i più creativi. Ho una padronanza del mio lavoro tale che mi permette di realizzare delle cose che ai più possono sembrare impossibili. Tutto ciò che ti viene in mente con l’elettricità io lo posso realizzare.

Che cos’è per te l’elettricità?

A me piace il mio lavoro. Per me l’elettricità è tutto perché è un’attività che ti permette di creare qualcosa dal nulla il cui risultato sarà quello di far vedere al buio. E’ un vedere nascere la luce.

 

 

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