A che gioco stiamo giocando... e sulla pelle di chi?

Lettera aperta di Antonio Borromeo, presidente associazione 'Papi Gump'

riceviamo e pubblichiamo
24/02/2016
Attualità
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A che gioco stiamo giocando... e sulla pelle di chi?

Alcuni mesi fa, ho avuto modo di visitare alcune scuole e, mentre girovagavo nei corridoi, leggevo ovunque sui muri slogan contro la “ violenza sulle donne”. Più andavo avanti e più non riuscivo a credere ai miei occhi. Continuavo a chiedermi con quale diritto e dietro quale consenso queste persone si arrogassero il diritto di inculcare ai nostri figli l’idea che l’ uomo e’ un mostro e la donna,viceversa, una Santa.

Trovo e continuo a trovare inaudito che chi dirige una scuola possa permettere tutto questo e, quel che è peggio, molto probabilmente all’insaputa dei genitori. Vi rammento, giusto per rinfrescare le idee, alcuni dati sulla violenza nei confronti degli uomini e faccio questo per denunciare la Violenza in tutto il suo dramma, non a fini speculativi, come molte persone (dati alla mano) ormai da alcuni anni fanno con i famosi sportelli antiviolenza per le donne. E’ lì che, anche la semplice telefonata per chiedere informazioni, diventa una denuncia di violenza. Giusto per far numero.

Lo studio pubblicato in Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza – Vol.VI – N°3- Settembre – Dicembre 2012

Le statistiche ci dicono che sono oltre sei milioni gli uomini vittime di violenza, oltre 3,8 milioni di violenza sessuale e 2,5 milioni di atti persecutori. Circa 500 mila solo a Roma. Questi sono i numeri emersi da una ricerca presentata nel 2012, a Roma, sulla violenza della quale sono vittime soggetti maschili.

Dati sorprendenti che rappresentano un quadro sociale, per certi versi sconvolgente, elaborato attraverso i migliori criteri ISTAT.

Nonostante la ricerca sia stata pubblicata da diverso tempo, nel 2016 ancora non si placano le proteste di chi non accetta che anche le donne italiane possano essere violente come gli uomini.

Contrariamente a quanto previsto per le vittime femminili, per l’uomo non esiste alcuna sollecitazione istituzionale al fine denunciare la violenza subita, nessun centro di accoglienza, nessun numero verde, nessuno sportello di ascolto pubblico o privato << persino in commissariato, quando prova a sporgere denuncia, l’uomo che ammette di essere vittima della propria compagna ha difficoltà ad essere creduto e si scontra con atteggiamento di sufficienza, sottovalutazione del fenomeno, spesso anche derisione.>>

Vorrei chiedere ai/alle Dirigenti scolastiche, che tanto si prestano a coinvolgere nelle scuole associazioni di parte o vedi Donna Attiva, di dare la possibilità a tutti di denunciare la Violenza di cui siamo circondati, sia quella messa in atto dall’uomo sia quella messa in atto dalla donna. Questo al solo fine di fornire una giusta informazione e far comprendere ai ragazzi che la violenza non ha genere! E si, perché, solo in Italia accade che quando si parla di violenza di genere: inevitabilmente si pensa all’uomo che usa violenza sulla donna, ed e’ proprio quello che si vuole, che tutti ci vogliono far credere ma, come vedrete in seguito non’è cosi.

Cosi come vorrei si parlasse di Infanticidio. Strano, spesso mi chiedo: Come mai “Donna Attiva”, pagata da noi contribuenti, non ne parla? E come mai il comune eroga dei soldi esclusivamente per “ tutelare” le donne dalla violenza e non fa niente per tutelare anche gli uomini o i bambini. “Deportare” i bambini togliendoli per presunte violenze alla propria famiglia, sicuramente non significa proteggerli, bensi' significa lavarsene le mani e spesso farci soldi sopra. Duemiliardi l'anno il giro di affari nelle case Famiglia, e sulle pelle di poveri bambini che usciranno come spesso accade da quelle strutture finiti nel corpo e nella mente. E QUESTA NON E' VIOLOENZA? Lungi da me pensare che a Donna Attiva poco importa del Bambino in quanto futuro Uomo ma le bambine saranno delle future donne o sbaglio? Il motivo e’ semplice, dati alla mano, per il semplice fatto che sarebbe un contro senso. Infatti, queste atrocità vengono perpretate, nella stragrande maggioranza dei casi,90% dalle Madri, dati riportati dall'avvocato Gian Ettore Gassani Presidente dell'associazione degli avvocati Matrimonialisti Italiani (vedasi i tg e giornali degli ultimi 3 anni) e a me risulta che la “Madre”, da che mondo e’ mondo e’ Donna, almeno fino a oggi, nella speranza che non passi quell’obbrobrio di legge sulle adozioni tanto voluto da questi signori. Potrei continuare con gli ultimi dati del Telefono Azzurro (Casi di violenza sul minore): 80% dei casi da conoscenti; il 39,06 % dal Padre e,“dulcis in fundo”, il 46,09% dalle madri. Verificando i dati del CSM, ci si accorge che l’82% delle denuncie fatte da ex mogli nei confronti degli ex mariti per violenza sono false e di conseguenza archiviate. Vorrei chiedere a chi si adopera all’interno degli sportelli anti violenza per le donne: come mai vi apprestate a mettere nelle vostre percentuali le denunce di violenze “subite dalla donne” e mai, e dico mai, vi date tanto da fare a correggerle quando, quelle stesse denunce di cui sopra vengono archiviate perchè non vere? L’82% delle denunce per violenza viene archiviato perchè Falso.

(QUESTA NON E’ VIOLENZA?) A che gioco stiamo giocando?

Spero che in un futuro prossimo gli stessi/e Dirigenti che oggi acconsentono a far entrare questi “LUMINARI” nelle scuole per denunciare la “Violenza Sulle Donne” diano la medesima possibilità agli Uomini di denunciare le violenze subite. Perché la violenza e VIOLENZA!! Sia che venga messa in atto da un uomo sia che venga messa in atto da una donna. E quel che e' peggio come spesso accade si riversa sulla pelle dei Bambini e sul loro futuro.

(Corretta informazione per il bene dei Nostri Figli.) Grazie!

Antonio Borromeo, presidente Associazione Nazionale per la tutela dei diritti dell’Infanzia e della Famiglia “Papi Gump” 

 

 

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