Prima esperienza in Abruzzo: il bilancio sociale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti

Il documento illustrato è relativo al triennio 2010-2012

riceviamo e pubblichiamo
29/06/2013
Attualità
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La Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti ha presentato a Chieti, presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università “G. D’Annunzio”, il suo primo Bilancio Sociale relativo al triennio 2010-2012. Tale strumento costituisce un’assoluta novità in ambito sanitario in Abruzzo. Si tratta infatti del primo Bilancio Sociale realizzato da un’Azienda Sanitaria Locale abruzzese.

Il documento è stato redatto secondo principi generali di rendicontazione sociale validi e trasferibili anche alle altre Aziende Sanitarie Locali che vogliano dotarsi di uno strumento di trasparenza e partecipazione, secondo un modello comune in grado di fornire una chiave di lettura organica e complessiva dell’impatto delle politiche sanitarie attuate sul territorio e migliorare il rapporto di fiducia tra Sistema Sanitario regionale e cittadini.

«È con grande piacere che presento il primo Bilancio Sociale della Asl 2 Abruzzo che ha visto la nostra Azienda, attraverso le grandi trasformazioni derivanti dall’accorpamento delle due precedenti aziende, Asl di Chieti e Asl di Lanciano-Vasto, giungere a una compiuta integrazione tra servizi e operatori – ha sottolineato il direttore generale Francesco Zavattaro – Nell’attuale situazione di crisi economica e sociale occorre uno sforzo straordinario affinché il Servizio Sanitario continui a essere considerato un bene prezioso e accessibile. Ciò presuppone la capacità di saper mediare tra interessi spesso contrapposti, il superamento dell’autoreferenzialità e la capacità di ascoltare e osservare la realtà. Per questi motivi, questa Direzione Generale dal 2010, inizio del suo mandato, ha configurato, accanto ai tradizionali obiettivi e strategie legate al governo economico, obiettivi e strategie legate al miglioramento della qualità per l’utente. Condividendo la ratio della trasparenza, a conclusione del primo mandato che si è svolto nell’arco del triennio che va da gennaio 2010 a dicembre 2012, abbiamo ritenuto utile rendere conto ai cittadini e ai principali stakeholder delle scelte fatte, delle azioni realizzate, delle risorse impiegate e dei risultati raggiunti, avvalendoci del linguaggio e della forma propria della Rendicontazione Sociale. Le parole d’ordine sono state responsabilizzazione e partecipazione. È indispensabile riscrivere il patto sociale con gli utenti, le comunità e più in generale con gli stakeholder del Servizio Sanitario Regionale. Occorre ristabilire un rapporto di fiducia tra istituzioni e società».

«Parlare di bilancio sociale significa parlare di comunicazione pubblica – ha commentato Roberto Di Vincenzo, presidente della Società Carsa, incaricata della realizzazione del Bilancio Sociale e della sua pubblicazione – Ma oggi la comunicazione pubblica è troppo spesso concentrata sui temi istituzionali e poco sul prodotto. In realtà è molto importante, in un periodo di scarsezza di risorse, valorizzare i prodotti, in questo caso le attività e le performance di un’Azienda Sanitaria che ha come finalità l’erogazione di servizi fondamentali per la salute e il benessere del cittadino. La trasparenza economica da parte della Pubblica Amministrazione è importante. Ancor più importante è la trasparenza del servizio reso».

Trasparenza e responsabilità sono i concetti su cui ha insistito anche Angelo Tanese, responsabile scientifico del progetto «C’è un bisogno di rendere conto di ciò che si fa. Rendersi conto per rendere conto, con la chiara consapevolezza di ciò che si vuol dire. Il Bilancio sociale è un nuova forma di rendicontazione che intende rafforzare la cultura della responsabilità sociale, intesa come capacità da parte dell’Azienda di rispondere degli effetti della propria azione, ovvero dei cambiamenti prodotti sul sistema dei bisogni dei cittadini. Oggi le amministrazioni pubbliche sono sempre più spesso chiamate a dar conto del loro operato ai cittadini, dei risultati conseguiti con l’uso delle risorse pubbliche, delle proprie scelte di programmazione, delle modalità di attuazione e degli effetti delle proprie politiche di intervento, non solo in termini di risorse economico-finanziarie assorbite, ma soprattutto in termini di qualità dei servizi erogati. Il Bilancio sociale rappresenta uno strumento utile per rendicontare sistemi complessi, come quello sanitario, in cui una molteplicità di attori pubblici e privati concorre nell’offrire risposte ai bisogni dei cittadini. Esso affianca e integra, superandone i limiti informativi, il Bilancio d’esercizio, che si riferisce invece alla sola dimensione economico-finanziaria, e risulta maggiormente coerente con le esigenze di rendicontazione di un’Azienda sanitaria, la cui missione è rispondere ai bisogni socio-sanitari della popolazione, migliorando lo stato di salute delle comunità per le quali opera».

Al termine delle relazioni introduttive, spazio agli interventi programmati di Laura Ottaviani, direttore esecutivo del Bilancio sociale della Asl (“Il Laboratorio aziendale del Bilancio Sociale”), seguita dagli interventi di Floriana Ottaviani, case manager Asl (“Il percorso senologico GICO”) e Maria Laura Di Loreto, presidente della Cooperativa Alpha (“La mediazione culturale con gli immigrati”).

La seconda sessione del convegno ha visto la Tavola Rotonda moderata da Angelo Tanese con i contributi di Luigi De Fanis, assessore regionale alle Politiche culturali, Veterinaria, Sicurezza alimentare e Prevenzione collettiva («Un atto di trasparenza di grande importanza che i vertici della Asl della provincia teatina sono riusciti a pubblicare in un momento particolarmente difficile, segnato dalla rivoluzione del modello organizzativo del sistema sanitario voluto dalla Regione e dai processi di trasformazione in atto come la fusione tra la Asl di Chieti e quella di Lanciano-Vasto. E questo bilancio sociale dà conto di una sanità regionale in movimento»), Umberto Di Primio, sindaco di Chieti («Il Bilancio sociale è un nuovo modello culturale per chi fa gestione della cosa pubblica e uno strumento di trasparenza nei confronti degli utenti, attraverso il quale si cerca di ristabilire la fiducia tra il cittadino e il sistema Paese»), Aldo Cerulli, Segretario Generale di Cittadinanzattiva («Un aspetto fondamentale per un Bilancio sociale è la risposta di ritorno. Tutti quanti sono attori, i cittadini e chi eroga i servizi. Mi auguro che questo Bilancio sociale venga preso a modello anche dalle altre Asl abruzzesi, secondo una linea univoca regionale») e Massimo Sargiacomo, pro-rettore dell’Università D’Annunzio («È fondamentale l’integrazione tra università, territorio e Azienda sanitaria»).

Partendo dai concetti di trasparenza e conoscenza il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, nell’intervento conclusivo, ha parlato di un notevole passo in avanti nel rapporto tra chi offre servizi e chi ne usufruisce. «Le amministrazioni pubbliche sono sempre più spesso chiamate a dar conto ai cittadini – ha commentato Chiodi – È la conoscenza che crea valore. La conoscenza aiuta i cittadini a selezionare la classe dirigente incaricata di gestire la cosa pubblica e la politica. In questo modo si dà conto dell’operato e dei risultati conseguiti con l’uso delle risorse pubbliche. Il Bilancio economico, che è pure importantissimo, è per iniziati, per addetti ai lavori. Solo pochi riescono a trarre delle indicazioni sulla bontà complessiva della gestione di un’azienda o di un’amministrazione. In questo senso, il Bilancio sociale alza l’asticella dell'impegno e della programmazione in relazione alla qualità dei servizi. Negli ultimi anni abbiamo portato avanti un processo di risanamento difficile, non ancora completato. La nostra – ha proseguito Chiodi – non è stata una gestione ragionieristica, ma improntata su scelte precise di politica sanitaria, perché abbiamo messo in moto un nuovo sistema organizzativo in grado di far funzionare meglio la sanità regionale secondo principi di ragionevolezza e razionalizzazione della spesa. A chi ci accusa di aver solo tagliato e ridotto i servizi, rispondo che rispetto al 2008 la Regione Abruzzo spende di più in materia sanitaria (+ 4%), ma lo fa meglio secondo un nostro modello organizzativo che è frutto di una precisa scelta politica. Solo in questo modo abbiamo messo in condizione l’Abruzzo di avere prospettive di un miglioramento generale del servizio sanitario, quello stesso servizio che solo cinque anni fa era destinato al default. Non esiste un sistema sanitario di stampo universalistico come il nostro in altri paesi europei. Se vogliamo mantenere questa conquista sociale e civile abbiamo l’obbligo di renderla sostenibile. Vogliamo che il sistema sanitario possa continuare a fornire assistenza anche ai nostri figli. Sono contento che il Bilancio sociale cerchi di far fare questo salto culturale e di conoscenza. La nostra regione è considerata un caso nazionale per il risanamento sanitario. Il timore che con l’azione di contenimento scadessero i servizi è stato brillantemente superato grazie all’abilità amministrativa, all’impegno e alla grande professionalità di manager, direttori e dirigenti sanitari. Oggi siamo valutati adempienti con impegno. Significa che la Regione Abruzzo si appresta a diventare una delle nove regioni italiane in grado di assicurare i livelli essenziali di assistenza. L'Abruzzo sarà in grado di farlo con i conti in equilibrio».

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