Sedili incatenati e lucchetti ai distributori automatici, l'ospedale di Gissi tra sicurezza e tentativi di ripartenza

Il direttore Di Giovanni: «La videosorveglianza al vaglio dei tecnici della Asl»

Antonino Dolce
13/10/2012
Territorio
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Panchine della sala d’aspetto di Oculistica ancorate ai muri con le catene, distributore automatico del caffè dotato di un vistoso lucchetto e la speranza che la notte non porti altri guai.

 

È lo scenario del presidio sanitario di Gissi, ex-ospedale depotenziato a più riprese. L’ultima con il riordino del sistema sanitario della Regione. In estate nella stessa struttura si sono tagliati due nastri. Sono stati inaugurati il Centro diurno per malati psichici – a giugno– e l’Ospedale di comunità – ad agosto. Da qualche tempo, inoltre, sono attivi diversi ambulatori specialistici. Tentativi di dare nuova vita a un punto di riferimento per tutto il Vastese interno che stridono con i problemi legati alla sicurezza. Nelle ore notturne, infatti, l’edificio è terra di nessuno. La gran parte del personale termina il turno alle 14, tra questi l’unico portiere. Alla fine del turno pomeridiano restano solo in 9, distribuiti tra i vari piani.


Una situazione che non è sfuggita ai ladri che aggirandosi indisturbati nel dedalo di corridoi hanno portato via di tutto: sanitari, maniglie e serrature delle porte, qualche Pc in passato. Uno dei medici del turno notturno ha sorpreso alle 4 di mattina un uomo che con il piede di porco stava forzando il distributore automatico del caffè al piano terra. Il ladro fortunatamente è fuggito. Uno dei reparti più colpiti è l’ex-Medicina, ammodernato da poco e chiuso in attesa di un nuovo utilizzo, ma anche i piani più trafficati non sono stati risparmiati.


Il personale vive male tale situazione come ci racconta: «Siamo spaventati, giriamo con le chiavi in tasca per chiuderci le porte dietro. Per entrare ci sono tanti modi e per i pochi dipendenti presenti di notte è impossibile tenere d’occhio tutta la struttura». A confermare a malincuore è il direttore Fioravanti Di Giovanni, che sta investendo tutti i suoi sforzi per rinnovare l’ex-ospedale: «Purtroppo è tutto vero. I problemi maggiori ci sono di notte e con un personale ridotto è normale che accadano certi episodi. Tuttavia negli ultimi tempi stiamo cercando di far circolare più spesso l’auto dei Carabinieri e un miglioramento pare ci sia stato. Abbiamo anche avanzato la richiesta di videosorveglianza alla Asl, ma ricordiamoci che fino a qualche mese fa non conoscevamo il destino della struttura. Abbiamo affiancato all’unico portiere un altro ragazzo che poi farà il turno pomeridiano. Si può dire che ora stiamo ripartendo».


Il nuovo inizio di cui parla Di Giovanni è anche nell’ospedale di comunità aperto di recente: «Proprio ieri mattina è stato approvato l’aumento dei posti letto. Gli attuali 10 diventeranno 18 e probabilmente saranno ubicati nel terzo piano, nell’ala ristrutturata. Vorrei inoltre ricordare gli oltre venti malati psichici ex-Villa Pini. Il nostro personale di ogni grado ha eseguito un lavoro straordinario per ridare dignità umana ai pazienti».


Il terzo piano, quello più colpito dai ladri ospita anche il Consultorio famigliare. L’ala sinistra è in attesa di una ristrutturazione. Qui, prima o poi, dovrebbe essere istituita la Rsa. La richiesta della Asl è al vaglio della Regione da diverso tempo. Una sua approvazione darebbe una definitiva destinazione alla struttura con sicure migliorie sul piano della sicurezza.

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