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«Esiste come esistono amore, generosità e devozione che abbondano per donare alla vita gioia e bellezza»

Il più celebre editoriale natalizio della storia che ancora oggi fa riflettere

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Sta arrivando, mancano ormai poche ore, alla notte più magica e intensa dell’anno. Una notte che commuove e giunge direttamente al cuore di ognuno. Quei cuori che si uniscono nella devozione accogliendo il Bambin Gesù, la cui Natività viene celebrata dai cristiani di ogni confessione, e che mai come in questa notte rende visibile l’essenziale che è invisibile agli occhi come disse Il Piccolo Principe alla volpe. C’è una magia che attraversa la notte di Natale che non si potrà mai vedere rimanendo svegli e alzando gli occhi al cielo. Ma basta chiudere gli occhi, mettersi in ascolto di quel che vien dal profondo dell’animo umano e nulla apparirà di più vero e visibile. 

Per i bambini, di ogni età e ogni latitudine, questa è la notte in cui Babbo Natale regala doni volando di camino in camino con la slitta. Ogni anno parte la polemica di qualcuno, si alza una voce che spande scetticismo o addirittura si erge a severo giudice del credere a Babbo Natale. Anni fa addirittura una prestigiosa rivista internazionale di psichiatria pubblicò un articolo in cui si sostenne che far credere ai bambini che la magia di questa notte esiste li danneggia. 

A tutti loro e a noi tutti una risposta viene dalla Storia, dal giornalismo statunitense – maestro e guida di innumerevoli generazioni – dell’Ottocento. Un editoriale, il più celebre e ripubblicato per decenni, che ci dimostra quanto l’essenziale non è visibile agli occhi ed altri sguardi giungono alla profondità di questa notte e del Natale. Nel 1897 una bambina di otto anni di Manhattan, Virginia, chiese al padre, il dottor Philip O’ Hanlon, se era vero che Babbo Natale esiste perché alcuni suoi compagni di scuole le avevano detto di non crederci. Il dottor Philip risposte a Virginia che doveva chiederlo al New York Sun, uno dei quotidiani più importanti e prestigiosi dell’epoca, perché “se lo dice il Sun allora è vero”. Virginia lo fece veramente scrivendo questa breve lettera «Caro direttore, ho otto anni. Alcuni dei miei amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio papà mi ha detto: “se lo vedi scritto sul Sun, sarà vero”. La prego di dirmi la verità: esiste Babbo Natale? Virginia O’Hanlon». Mitchell, il direttore del quotidiano, passò la lettera ad un veterano del giornalismo statunitense, Francis Pharcellus Church che rispose con un editoriale pubblicato a pagina 8 del giornale. 

«Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. Tutte le menti, Virginia, sia degli uomini che dei bambini, sono piccole. In questo nostro grande universo, l’uomo ha l’intelletto di un semplice insetto, di una formica, se lo paragoniamo al mondo senza confini che lo circonda e se lo misuriamo dall’intelligenza che dimostra nel cercare di afferrare la verità e la conoscenza.

Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.

Non credere in Babbo Natale! È come non credere alle fate! Puoi anche chiedere a tuo padre che mandi delle persone a tenere d’occhio tutti i comignoli del mondo per vederlo, ma se anche nessuno lo vedesse venire giù, che cosa avrebbero provato? Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.

Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient’altro di più vero e durevole. Nessun Babbo Natale? Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini».

Cento anni dopo la pubblicazione di quest’editoriale il New York Times pubblicò un articolo in cui analizzò l’influsso e il peso che le parole di Church hanno avuto nella cultura statunitense. Il New York Sun chiuse nel 1950 e ogni anno ripubblicò in occasione del Natale l’editoriale di Church. Ancora oggi viene recitato prima di Natale in una cerimonia della Columbia University di New York (in cui studiarono Church e Virginia). All’editoriale di Church sono ispirati almeno due musical e diversi cortometraggi e film della televisione statunitense. 

Nella foto, locandina del film del 1991 ispirato all’editoriale di Church

 

 

 

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