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Il cuore è lo scrigno dei nostri sentimenti ed emozioni più autentiche, della bellezza e della meraviglia

Intervista alla disognatrice Anna Molisani

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Anna disegna cuori in maniera molto estrosa ed originale con quadri veramente bellissimi” ci ha dichiarato nella recente intervista la dottoressa Maria Pia Savelli riferendosi ad Anna Molisani, di professione interior designer, che vive e lavora a Casalbordino. L’abbiamo contattata per farci raccontare la sua arte, il suo percorso artistico, come nascono le sue bellissime opere, che lei chiama con un nome evocativo e suggestivo disogni. 

Ho iniziato sin dall’infanzia con il disegno – ha iniziato il racconto Anna Molisani – fino all’incontro con Gionata Coladonato e Ettore Michel Galante. Con loro, intorno ai 17-18 anni, ho iniziato a sperimentare la pittura”. In quel periodo il disegno si trasferì dal foglio alla tela, “trasportata dalla vena artistica di Gionata ed Ettore”.

Gionata ci ha lasciato purtroppo nel dicembre scorso, puoi condividere con noi un suo ricordo, una mostra a cui avete partecipato insieme? 

Con Gionata partecipai ad alcune estemporanee. Ricordo che andammo in un paese in provincia di Chieti, trascorremmo tutta la giornata insieme e a dipingere. Ho un bel ricordo di quella giornata. Di Gionata ricordo lo scambio reciproco di idee e pensieri sull’Arte in generale e sul nostro modo di dipingere: un giorno ci siamo scambiati anche un tela. La frase che porterò sempre con me è quando disse che la luce che ero riuscita a dare ad un quadro faceva vibrare i colori. Ne fui piacevolmente colpita”.  

Hai partecipato anche alle estemporanee organizzate qui a Casalbordino dall’Associazione Culturale Nuovo Umanesimo.

Non avevo mai partecipato ad un’estemporanea, fu il mio professore Besca a spronarmi. Avevo un po’ di timore a partecipare, c’erano anche professionisti che partecipavano ad eventi del genere da tanti anni, e il prof. Besca fu decisivo nello spingermi a partecipare. E fu sempre lui a convincermi a frequentare l’accademia a Firenze. Se non fosse stato per lui avrei perso una bella esperienza, in cui fui anche premiata dalla giuria. Avevo realizzato un capriccio casalese, unendo alcuni scorci di Casalbordino. Fu allora che realizzai il mio primo quadro surrealista, il mio primo approccio ad una tema su tela. In quel periodo iniziai ad esprimermi con opere surrealiste, dai tratti quasi onirici”.

Negli anni al centro di tanti tuoi quadri c’è stato il cuore, come è nato questo interesse e perché?

Parto dallo stesso racconto che dissi la sera dell’evento della Farmacia Savelli. Un giorno decisi di smettere di disegnare ed iniziai a disognare immagini che unite, composte, creano delle composizioni quasi oniriche. Molte di queste immagini ricordano la forma del cuore. Quando iniziai ad esporre, tra cui a Salsedine di Remo Presenza a cui devo il cuore più amato, la domanda che mi fecero in molti è stata proprio perché disegno cuori. Il cuore è una sorta di scrigno in cui racchiudiamo i sentimenti e le emozioni più autentiche. Capii che quando iniziavo a disegnare ogni traccia sul foglio era un’emozione che si diluiva nella mia bic nera. Iniziai così a raccontare le emozioni che sentivo, un invito a chi guarda a raccontare le emozioni che abbiamo dentro i nostri cuori. Dai disegni sono così nati i disogni. A volte nella vita quando viviamo delle esperienze negative se non elaboriamo le emozioni il nostro cuore è come se si ammalasse oppure quando siamo felici il cuore gioisce insieme a noi, come disse il dottor Terranova tutto ciò che ci rende felice diventa battito. La storia dei nostri sentimenti è scritta nel nostro cuore. È molto importante tenere cura del nostro cuore, un po’ come fa un’interior designer che quando progetta la ristrutturazione di una casa cerca di conservarne l’identità e di riportare alla luce dell’antica bellezza e prendersene cura. È quello che dobbiamo fare anche noi con il nostro cuore”.

Hai citato l’evento organizzato dalla Farmacia Savelli, che ci ha raccontato la dottoressa Maria Pia in una recente intervista, a cui hai partecipato. Puoi condividere con noi una tua testimonianza, una tua riflessione su quella sera?

Vidi l’evento scorrendo la home di instagram e ho colto l’occasione di contattare la dottoressa Maria Pia per chiederle se potevo donare un mio disegno. Sull’importanza del cuore viene in mente una citazione di Marc Chagall, il pittore dell’amore: se creo qualcosa con il cuore molto facilmente funzionerà, se uso la testa sarà molto più difficile. È una riflessione che sento molto mia, col cuore cerco di realizzare tutto quel che faccio, anche nel mio lavoro che è un lavoro molto creativo. Il cuore è uno scrigno che racchiude la parte più intima e vera di noi, è molto importante studiarlo perché racchiude la nostra identità vera da non perdere con il tempo preservando la bellezza e la meraviglia che possediamo sin da bambini e che crescendo rischiamo di perdere”. 

  

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