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Chiesa chiusa a Fraine e il 'ruggito del leone' della 'Nonnina d'Abruzzo'

Toccante incontro con il prof. Guido Brunetti e la speranza di una riapertura possibile

| di Giuseppe Catania
| Categoria: Territorio
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Le sue lacrime hanno commosso l’opinione pubblica. La “Nonnina d’Abruzzo”, originaria di Fraine, piccolo borgo dell’Alto Vastese, aveva implorato: “Prima di essere chiamata dal Signore, voglio rivedere la ‘mia’ chiesa”. Mesi di intenso, entusiasmante e logorante impegno tra speranza e delusione, attesa, sconforto e rabbia. Il suo sostegno all’accorato appello e alla nobile 'crociata' del professor Guido Brunetti, che con eccezionale impegno e passione aveva preso a cuore il “caso” della parrocchia di Fraine da oltre un anno chiusa alla devozione è stato importante. Con lui, che vive a Roma ma è di origini abruzzesi, ogni giorno un contatto telefonico. E’ ancora indignata per l’indifferenza e l’egoismo di enti pubblici e privati, politici, sindaci, Regione e Provincia, cittadini comuni e la sua gente. “Abruzzo mio - aveva affermato - così come sei, posso ancora amarti?” Quell’appello “ricco di spiritualità e testimonianza”, come scriverà Gianni Letta, non rimane inascoltato. A luglio, finalmente la svolta. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica a Brunetti, che lo aveva tallonato con un incredibile, asfissiante pressing, la lieta novella. Il “caso” di Fraine è risolto. Si grida al miracolo: viene chiamato il “miracolo di san Gianni” (Letta). Grande la commozione della “Nonnina”. Sperava di visitare la “sua” chiesa a Natale, ma i lavori non sono ancora iniziati! Allora ha chiesto di rivedere e riabbracciare Brunetti, che ha incontrato in questi giorni in una delle sue visite in Abruzzo per presentare il suo nuovo libro. Un incontro emozionante. Ora, la “Nonnina” è obbligata a stare a letto. “I capelli lisci - racconta l’illustre abruzzese - ancora magicamente corvini. La pelle bianca, lampi di inattesa vivacità si liberano dai suoi occhi teneri, un guizzo azzurrino. Il viso dolce e sereno, ma debilitato”. La sua immagine “esalta il contrasto tra la vacuità fugace delle cose terrene e la natura eterna, fra la ripugnante malvagità degli uomini e la sacralità della vita, fra la quiete del cosmo e il frastuono dell’ epoca. Una figura d’altri tempi…" "Sono orgogliosa e felicissima - ha dichiarato la 'Nonnina' - di aver sostenuto la nobile, meravigliosa e appassionante 'crociata' del professor Guido Brunetti, che si è impegnato e battuto come un leone in modo totale, con tutta la sua autorevolezza e forza intellettuale e morale per risolvere la dolente vicenda di Fraine. Alla fine c’è riuscito, contro l’aspettativa di qualche misero sciacallo. Ha un affettuoso pensiero anche per Gianni Letta, 'uno statista, un uomo generoso, eccezionale, unico'". Parla a tutto campo la nostra “Nonnina” di Fraine. Un’analisi lucida, corriva con lo spirito del tempo. Un testamento spirituale. Una coscienza critica. Una educazione e una forza morale non comuni, oggi. Riflette sull’eclissi dei valori e del degrado di una società “in piena decadenza morale ed educativa”. Dopo la fine delle ideologie del XX secolo e la caduta dei muri, si sono succeduti “cambiamenti epocali”. Una mutazione antropologica della società e dell’Italia. Ma anche dell’ Abruzzo e dei suoi piccoli paesi. "Si avverte - continua - una evidente opacità nei comportamenti morali e materiali della politica italiana e internazionale”. Dice: “Il più bello, straordinario e ricco Paese del mondo, l’Italia, ridotto a subire lo scherno indisponente, arrogante e infantile di un Sarkozy e di una Merkel, due personaggi già di per sé sgradevoli a guardare”. L’Italia vive con l’Europa una profonda crisi economica, che è soprattutto crisi morale. Un Paese che una vorace, bulimica e dissennata politica “senza classe” per anni ha dissanguato attraverso il metodo dell’assistenzialismo e del clientelismo. Danneggiando tanti giovani capaci e meritevoli”. C'è un deficit della politica. C’è malessere individuale e malessere sociale. L’uomo di oggi è demotivato, vive una realtà superficiale, illusoria, è affetto da stanchezza morale e psicologica. Tedio non solo dei valori, ma anche del suo ruolo di padre e di educatore. "E’ ora di risvegliare le coscienze - dichiara con voce esile e stanca la 'Nonnina' - perché c’è troppa desertificazione intellettuale, culturale e morale. Va rivisto - precisa - l’intero sistema educativo. Il bambino deve subito essere educato ai valori dell’altruismo, della solidarietà e dell’impegno verso la sofferenza. Che è il compito principale della Chiesa, anch’ essa in profonda crisi. Che può essere risolta - come ha detto Benedetto XVI - dalla 'liberazione del suo fardello mondano e politico', attraverso una riforma interiore e la riscoperta dell’ humanum, che è in ciascuno di noi". E’ il momento del commiato. La “Nonnina” è molto provata. Un distacco doloroso. I suoi occhi tornano a brillare. Abbraccia con intensità e tenerezza Guido Brunetti, mentre una lacrima liberatoria e un raggio di dolente serenità interiore attraversano il suo candido volto. Con un esile filo di voce gli sussurra: “Torni ancora a visitarmi? Per accompagnarmi alla Parrocchia quando riapre...?"

Giuseppe Catania

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