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MotoGP, Andrea Iannone crolla in Austria: è tredicesimo

Il vastese in crisi totale sul circuito dove aveva trionfato due anni fa. Vince Lorenzo, che dà spettacolo con Marquez (secondo)

| di Nicola Di Santo
| Categoria: Sport
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Foto tratta dalla pagina facebook di Suzuki Ecstar

Dalle stelle alla polvere. Sulla pista dove due anni fa aveva ottenuto il suo primo e finora unico successo in MotoGP, Andrea Iannone raccoglie un brutto tredicesimo posto, che certifica l’ormai duratura e forse irrisolvibile crisi di prestazioni della sua Suzuki GSX-RR. A trionfare al Red Bull Ring è la Ducati di Jorge Lorenzo, che esce da vincitore dal bellissimo duello al cardiopalma con Marc Marquez. Terzo Andrea Dovizioso, quinto Danilo Petrucci.

La gara - Iannone mantiene l’ottava posizione, mentre il suo compagno di squadra Rins è molto più arrembante e s’insinua addirittura nei primi posti, occupati in progressione da Lorenzo, Marquez e Dovizioso. Nella prima curva del secondo giro il vastese si tocca quasi con Zarco ed è costretto ad allargare, perdendo quindi l’ottavo posto e subito dopo il nono in favore del suo futuro compagno di squadra Espargaro. Marquez intanto è al comando e martella spietato, seguito dai due ducatisti Lorenzo e Dovizioso. Prima della conclusione della stessa tornata, Iannone viene sorpassato da Rossi e finisce fuori dalla top ten.

All’ottavo giro il vastese deve soccombere pure a Pedrosa, per crollare poi in diciassettesima posizione per un largo in curva 3. La sedicesima viene agguantata solo al 12esimo giro, quando riesce a superare Nakagami. Le due Ducati di Lorenzo e Dovizioso intanto si danno battaglia, col distacco da Marquez che va lentamente a diminuire. Iannone risulta stranamente essere il più veloce di tutti, dato che è l’unico a girare sotto l’1’25”, e prova la lenta risalita comparendo in 14esima posizione quando mancano 13 giri alla conclusione.

Il trio davanti intanto si compatta. A dieci giri dalla fine Lorenzo scavalca Marquez, Dovizioso è nella lotta ma va lungo. Gli spagnoli continuano a darsi sportellate e a regalare spettacolo, con l’italiano che cerca inutilmente di ricucire il distacco. Quando mancano sette giri al termine, Iannone si lancia in una bella battaglia con Espargaro, risolta dopo due tornate in favore del vastese. Prosegue invece lo scontro titanico tra Lorenzo e Marquez, che continuano instancabili a non risparmiarsi per la vittoria. A tre giri dal termine, il campione del mondo in carica approfitta di un errore del maiorchino e ripassa al comando: è l’inizio di un duello ancora più infuocato che si spegne solo nelle ultimissime fasi, quando Lorenzo riesce a tagliare il traguardo da trionfatore.

Si chiude così ingloriosamente il weekend di Andrea Iannone, che ieri, dopo aver concluso le qualifiche del Red Bull Ring in ottava posizione a ben otto decimi dalla pole position di Marc Marquez, aveva lanciato potenti strali contro la sua squadra: “Nella seconda parte del campionato speravamo di ridurre i nostri limiti, ma non è cambiato nulla. E qui questi limiti sono amplificati. Perdiamo in accelerazione, sul rettilineo. Quindi non dipende molto da me”.

La sua scuderia sarebbe addirittura colpevole di aver proseguito l’evoluzione della moto soltanto su quella di Rins e non sulla sua: “Non è che mi aspettassi molto. Ma c'è un’evoluzione del telaio che è stata data ad Alex Rins e a me no”. E così aveva messo in discussione la professionalità della squadra: “La strategia della fabbrica è impostata dal costruttore. Io però credo che quando sei un pilota ufficiale provi a lavorare con tutta la professionalità, quindi speri di avere tutte quelle componenti che possono rendere la moto più veloce. La motivazione non mi manca, ma ora non dipende più da me. Due anni fa ho fatto il record della pista e ora sono un secondo più lento”, aveva detto amaramente.

Pronta la replica del team manager Davide Brivio che, presente in hospitality insieme al pilota, aveva subito rispedito al mittente le accuse: “Il supporto è lo stesso per entrambi i piloti. Se parliamo di professionalità, penso che sia difficile dire che la Suzuki non si comporti in modo professionale. Tutto ciò che è disponibile e può darci una vantaggio in pista sarà a disposizione dei due piloti”.

Aveva poi spiegato: “Andrea si è lamentato a Brno perché non aveva una carena, però ce l'aveva, ma è caduto e si è rotta. Poi Rins l'ha scartata e non l'abbiamo approvata”. E sul telaio: “È un caso speciale. Era solo per un test a Brno e poi avemmo dovuto rimandarlo in Giappone. Ne abbiamo solo uno. Lo riproveremo in un altro test, ma al momento non pensavamo che fosse un grande step, ecco perché non ne abbiamo fatti di più. Ne faremo uno per accelerare le fasi di sviluppo. Questa è la situazione”, aveva concluso Brivio.

Una situazione decisamente difficile, che, oltre alla grave crisi di risultati, decreta l’ufficiale e ormai anticipata separazione in casa tra Iannone e il team Suzuki. A questo punto, è altrettanto difficile immaginare che la stagione del vastese possa andare a migliorare: l’agonia durerà quindi fino al 18 novembre, il gran premio conclusivo in programma a Valencia. Poi sarà il tempo dell’incognita Aprilia, che incombe su una carriera che pare fatalmente destinata a non decollare.

Nicola Di Santo

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