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Laboratorio di Tessitura per la III C della Spataro al Recinto di Michea

Dalla coltivazione del lino a Scuola alla tessitura per comprendere la storia

| di Rosaria Spagnuolo
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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L’intreccio dei fili dell’ordito con quelli della trama fanno parte della storia dell’uomo dal Neolitico a oggi. Nella Terza C della Scuola Primaria “G. Spataro” IC1 di Vasto, per approfondire la storia della tessitura, i materiali, le tecniche fino al secolo scorso, i ragazzi hanno seguito diverse fasi. Per prima cosa in autunno nel giardino della scuola hanno creato l’orto della storia, seminando cereali antichi e il lino, ne hanno controllato la crescita, ammirandone attualmente le spighe e i fiorellini celesti del lino. Hanno studiato come nel neolitico, l’uomo riesce a costruire telai rudimentali utilizzando la lana e poi il lino. La settimana scorsa sono andati al Recinto di Michea per approfondire tutti i passaggi, e hanno avuto il piacere di avere come massimo esperto della tessitura Don Gianfranco Travaglini, che ha raccontato come sin da piccolo si è interessato all’attività che sua nonna Lucia svolgeva a casa. Ha fatto vedere, con grande stupore dei bambini, la tosatura della pecora con una forbice molto particolare, ha usato poi uno strumento antichissimo per cardare la lana, cioè per liberarla, dopo essere stata lavata, dalle impurità e districarla, trasformando la lana cardata in una specie di zucchero a velo. Poi Don Gianfranco ha preso una canocchia piena di lana e l’ha filata con il fuso, che con le sue mani esperte girava veloce come una trottola. Ottenuto il filo, ha spiegato l’orditura ottenuta da un macchinario particolare con cui si intrecciano i fili della lunghezza necessaria per il tessuto che si vuole tessere. Ci ha fatto vedere poi anche il procedimento della tessitura del lino. Il lino viene raccolto e fatto essiccare, poi viene fatto macerare in acqua per diverse settimane. Successivamente come per la lana avviene la cardatura, la filatura e l’orditura. Spettacolare è stato poi veder funzionare l’antico telaio di Don Gianfranco. I fili verticali dell’ordito vengono incrociati con il filo della trama che corre orizzontalmente mediante la navetta che è stata fatta passare da destra e sinistra e viceversa. Il sapiente uso dei pedali consente di alzare e abbassare i fili per far passare in una sorta di tunnel la navetta. Altro movimento importante è quello del pettine che viene mosso avanti e indietro battendo coì la trama e compattando il tessuto in modo da creare una stoffa. Ci ha spiegato Don Gianfranco inoltre che è possibile creare dei disegni nella stoffa mediante l’uso di filati di colori diversi.

La sorpresa è stata poi vedere che era stato preparato per tutti i ragazzi della terza un piccolo telaio mediante una cassetta della frutta. C’erano i fili dell’ordito e una navetta di legno con la lana per creare la trama, per realizzare un laboratorio di tessitura. Don Gianfranco insieme a delle signore che seguono con lui un corso di tessitura al Recinto di Michea hanno aiutato i ragazzi a comprendere il meccanismo di intreccio dei fili, uno sopra e uno sotto. Alcuni ragazzi hanno capito subito il procedimento e hanno subito creato qualche centimetro di tessuto, altri hanno avuto qualche difficoltà iniziale ma poi hanno compreso tutti. Siccome il lavoro oltre che molto impegnativo aveva bisogno di molto tempo è stato completato a scuola. I ragazzi hanno capito subito che la tessitura richiede una quantità enorme di pazienza, è un lavoro lunghissimo, molto impegnativo ma anche molto interessante. Necessita inoltre di grande esperienza ma con risultati gratificanti.

I ragazzi mediante tutte queste attività scolastiche hanno apprezzato di aver avuto un ruolo attivo sia cognitivamente sia operativamente, non solo hanno appreso i “contenuti” disciplinari in modo significativo, ma hanno allenato il pensiero e sviluppando abilità e competenze.

 

 

 

Rosaria Spagnuolo

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