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Porto 'funzionale' per l'intero tessuto produttivo: il futuro di Punta Penna 'sotto la lente'

L'associazione Oasi (Occupazione, Ambiente, Sviluppo Industriale) analizza i temi di un recente incontro con i vertici della Regione Abruzzo

| di redazione
| Categoria: Attualità
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Espressa soddisfazione, dai referenti dell’associazione Oasi (Occupazione, Ambiente, Sviluppo Industriale) di Vasto, per il recente incontro incentrato sul futuro del porto di Punta Penna con i vertici della Regione Abruzzo, presenti il presidente Marco Marsilio, il sottosegretario alla Presidenza D’Annuntis ed i consiglieri regionali del territorio Sabrina Bocchino e Manuele Marcovecchio.

Marsilio ha ribadito - si legge in una nota - l’impegno della Giunta ad affrontare, con celerità e concretezza, le tappe per il potenziamento dello scalo marittimo vastese.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le potenzialità del porto ed, in particolare, quanto previsto dal suo Piano Regolatore approvato.

"Lo scalo di Vasto - sottolineano i responsabili dell'associazione Oasi - ha enormi potenzialità, grazie alle caratteristiche dei suoi fondali, che all’imboccatura vantano un pescaggio di 18 metri e nel bacino presentano una profondità media di 12. Si tratta di peculiarità non comuni tra gli altri porti dell’Adriatico, caratterizzati generalmente da fondali bassi e sabbiosi. L’incontro ha dato la possibilità al governatore di valutare di dare seguito alla delibera, approvata dalla passata Giunta il 22 dicembre del 2017, sull’intermodalità regionale, provvedendo ad ottenere tutta una serie di opere infrastrutturali di seguito elencate, nel rispetto del Piano Regolatore Portuale: l’allungamento del molo di sopraflutto di circa 250 metri, la riduzione del pennello di levante di circa 25 metri e del molo martello di circa 30 metri (consentendo la manovrabilità nel bacino a navi fino a 190 metri di lunghezza), l’allargamento della banchina di levante di circa 23 metri (necessaria per poter portare la ferrovia sul molo di levante) che consentiranno al porto di Vasto di utilizzare l’investimento voluto dalle RFI, di 15 milioni di euro, per la realizzazione del binario di collegamento tra lo scalo portuale e la rete ferroviaria.

Le opere previste, unitamente al dragaggio già finanziato, potranno rendere il nostro porto veramente funzionale per l’intero tessuto imprenditoriale e produttivo a cavallo tra la Val di Sangro, il Vastese e le zone industriali di Termoli e dell’alta Puglia.

L’idea emersa durante l’incontro è che le risorse necessarie potrebbero essere recuperate da quelle impegnate nel Masterplan per progetti che non saranno totalmente realizzati. La logistica pesa infatti sulle scelte strategiche dei grandi gruppi e dell’indotto e potrebbe beneficiare di queste accelerazioni. Altro argomento molto sentito dagli operatori è quello di una maggiore linearità e della prontezza nel rilascio dei procedimenti autorizzativi e quindi della sburocratizzazione delle pratiche di investimento produttivo. Su tali temi il governatore ha dato la massima disponibilità di intervento dal cui esito dipende gran parte del futuro occupazionale del territorio ed anche i signori consiglieri si sono mostrati interessati a futuri incontri periodici con gli operatori del settore".

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