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Mattioli: pietra d’inciampo a Raffaello Giolli, deportato nel campo di Istonio Marina

“Ogni giorno, venendo a scuola, tutti potremo ricordare quello che siamo e quello che dobbiamo assolutamente difendere”, dice il dirigente scolastico Angelini

| di Lea Di Scipio
| Categoria: Attualità
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Cento scuole scelte su tutto il territorio nazionale per deporre la ‘pietra d’inciampo’, ossia targhe intitolate a chi ha vissuto la tragica esperienza della Shoah.

Tra queste il Polo Liceale ‘R. Mattioli’ di Vasto: “sono orgogliosa – ha detto la dirigente Maria Grazia Angelini - perché ogni giorno, venendo a scuola, tutti potremo ricordare quello che siamo e quello che dobbiamo assolutamente difendere. Ricordare ai ragazzi di rispettarsi e rispettare l’uomo e la sua vita”.

Quella deposta, quindi, in bella vista davanti alla gradinata dell’istituto, è dedicata a Raffaello Giolli, insegnante, storico e critico d'arte nato ad Alessandria nel 1889 e deportato a Gusen (Mauthausen), dove il 6 gennaio 1945 trovò la morte.

Nel 1940 fu arrestato dall'Ovra (Opera vigilanza repressione antifascista) e condotto, insieme al figlio Paolo, nel campo di internamento di Istonio Marina, uno dei primi campi abruzzesi ad essere allestiti e che aveva una capienza complessiva di 280 posti, poi diminuita a 170. Nel campo di Istonio vi si internarono, soprattutto, italiani ritenuti "pericolosi" e nel luglio 1940 arrivarono i primi 79 internati, tutti italiani. Sei di essi erano stati internati, perché "sovversivi schedati", gli altri perché ritenuti "pericolosi in linea politica".

La cerimonia si è svolta, quindi, con il sottofondo musicale a cura degli studenti dell’indirizzo musicale e alla presenza di studenti, docenti, genitori e rappresentanti dell’amministrazione comunale. Le parole di presentazione della targa in ottone sono state affidate alle letture di Corrado Sambrotta e Lorenzo De Cinque. La conclusione dell’evento è avvenuto all’interno dell’auditorium con la proiezione di un emozionante video di Alessandro Daniele sull’eccidio di Pietransieri e con le commosse parole del vicesindaco Giuseppe Forte: “questa pietra è la quinta in Abruzzo, dopo Chieti, Teramo, L’Aquila e Lanciano. Ringrazio i ragazzi per la partecipazione sempre corale. Ragazzi d’oro, dico sempre io, che la nostra amministrazione fa di tutto per valorizzare. Facciamo in modo che ogni 27 di gennaio sia da monito per quanti hanno il compito di gestire il nostro futuro”.

Lea Di Scipio

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