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Presentazione del libro "L'avvenire dei diritti di libertà" di Piero Calamandrei

Venerdì 11 gennaio alle ore 18, presso la Sala Aldo Moro (ex palazzi scolastici)

| di Lea Di Scipio
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Venerdì 11 gennaio alle ore 18 presso la Sala Aldo Moro di Vasto (ex palazzi scolastici) si terrà la presentazione del libro "L'avvenire dei diritti di libertà" di Piero Calamandrei.

A presenziare l’incontro sarà il curatore del libro Enzo Di Salvatore, docente di Diritto Costituzionale presso l'Università degli studi di Teramo.

L'evento è organizzato dalla Consulta Giovanile Vasto, in collaborazione con la sezione dell'ANPI di Vasto "V. Travaglini" e con il patrocinio dell'Assessorato alle politiche giovanili del comune.

"È il 1945 quando Piero Calamandrei decide di interrogarsi sul significato delle libertà. E lo fa con uno scritto destinato a introdurre la ripubblicazione di un libro dello storico ed ecclesiasticista Francesco Ruffini, dato alle stampe e circolato clandestinamente vent’anni prima. In quelle pagine, qui riproposte, il giurista toscano afferma che il liberalismo economico del XIX secolo fu uno strumento di cui la borghesia si servì per escludere tutti gli altri dal godimento delle libertà politiche. Non fu, dunque, garanzia di progresso sociale, ma privilegio, sfruttamento dei più poveri da parte dei più ricchi, in quanto era l’appartenenza a una determinata classe sociale ad assicurare la partecipazione attiva alla vita dello Stato. Poi sopraggiunse il fascismo e i diritti vissero il loro momento più buio. Solo quando nuove forze sociali riuscirono a emergere, si riconquistò anche la libertà perduta. Ma ci si convinse presto che la proclamazione delle libertà implicasse un’azione dello Stato volta a rimuovere gli «ostacoli di ordine economico e sociale» che si frapponevano di fatto al godimento dei diritti: perché la libertà fosse, appunto, di tutti e perché la democrazia e la giustizia sociale potessero infine trionfare sul privilegio, sui soprusi e sull’egoismo. Denso e a tratti lirico, il saggio colpisce per la sua straordinaria attualità e sa parlare al lettore con chiarezza esemplare."

Lea Di Scipio

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