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Inaugurato l’Ufficio Comunale Tributi come impegno nella lotta all’illegalità

“Sito in Piazzale Histonium, sarà un servizio con al centro il cittadino”, dce l'assessore Barisano

| di Lea Di Scipio
| Categoria: Attualità
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Inaugurato stamani, 9 ottobre, l’Ufficio Comunale Tributi, fortemente voluto dall’amministrazione comunale. Assente l’ex presidente del Consiglio superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, che per motivi istituzionali non ha potuto partecipare al dibattito, non comportando ritardi ai lavori del convegno.

Un tavolo nutrito dei più alti rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella lotta alla legalità, tra cui il sindaco di Vasto Francesco Menna, il Presidente della Provincia di Chieti, Mauro Pupillo, il Comandante Regionale della Guardia di Finanza, Flavio Aniello il Procuratore Capo della Repubblica di Vasto, Giampiero Di Florio, il Responsabile Nazionale per la Finanza Locale dell'Anci, Andrea Ferri, e la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Dina Carinci che è intervenuta a nome del senatore Castaldi, parlando del nuovo servizio come “un obiettivo ambizioso ma irrinunciabile”.

“I meriti di questo progetto – ha dichiarato Menna – vanno attribuiti al dottor Maurizio Franceschini, l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Vasto e Lanciano, arrivato da noi con esperienza e professionalità lo scorso mese di giugno. Cinque saranno i dipendenti comunali che lo affiancheranno con il fine di potenziare la lotta all'evasione grazie ad un servizio innovativo e trasparente. Evasione e corruzione sono da combattere. Sarà un ufficio che lavorerà al fianco al cittadino e che arriverà alle sanzioni pensati a carico dei cosiddetti furbetti che approfittano di norme non del tutto chiare.

L’ufficio si occuperà di Tari, Imu, Tassa di Soggiorno, mancati accatastamenti e false dichiarazioni.

Un servizio con e per il cittadino e “la cui locazione, sita in Piazzale Histonium, mostra la sua apertura e disponibilità a tutta la comunità”, ha sottolineato Gabriele Barisano assessore con delega ai Tributi Locali

Sono emerse, nel corso del dibattito, le necessità di dare una risposta concreta al reticolo normativo e alla necessità che si diffonda una cultura della legalità, il cui ruolo dell’amministrazione comunale diventa anche fondamentale alle indagini svolte dagli enti di vigilanza preposti: “quando si parla di promozione della legalità – ha affermato Aniello - gli attori vengono fuori spontaneamente. Questo di oggi è un tavolo ben calibrato sul tema. Voi del comune siete, in particolare l’ufficio tributi e imposte e la stessa Polizia Municipale, utili per sviluppare azioni di accertamento e per il recupero dell’imponibile, incamerato nelle casse comunali. Tutto ciò che viene segnalato e recuperato, infatti, ritorna nelle casse dello stato”.

Di florio: trasparenza come meccanismo di lotta alla corruzione.

Sul come si possa fare a convincere le persone ad ottemperare la normativa, si è incentrato l’intervento del procuratore Di Florio: “le istanze del cittadino nei confronti del pubblico funzionario sono spesso negative. La corruzione va combattuta anche attraverso la trasparenza della amministrazioni pubbliche e ciò è avvenuto anche alla nuova visione proposta dalla Legge Severino che ha obbligato le pubbliche amministrazioni a divulgare attraverso i siti i propri bilanci, per consentire la partecipazione del cittadino che può controllare l’andamento delle spesa. La trasparenza presuppone la conoscenza che le sue azioni si svolgano nell’ottica dell’interesse pubblico e collettivo”.

Le conclusioni sono state affidate a Tommaso Miele, Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per l'Abruzzo, che ha parlato della necessità di una vera e propria rivoluzione culturale sul tema della legalità: “la rivoluzione deve scatenarsi all’interno della PA. SanzionI immediate ed effettività delle sanzioni. Occorre ripristinare la cultura della legalità. Un funzionario pubblico deve pensarla come una cosa scandalosa. Una legislazione farraginosa crea il terreno più fertile all’evasione, quindi l’amministrazione deve controllare, snellire e semplificare. I diritti del cittadino non si toccano, occorre una amministrazione onesta con una rivoluzione culturale di lungo periodo investendo sulle generazione future che devono crescere con inculcato che la legalità è sacra e l’antigiuridicità deve essere considerata riprovevole. Quando c’è un atto corruttivo c’è un funzionario corrotto, ma c’è sicuramente anche un corruttore”.

Lea Di Scipio

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