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La Pira: “Un sindaco che non si occupa di disoccupati e bisognosi è come un pastore che abbandona il suo gregge”

Un auditorium San Paolo gremito per il convegno sulla figura di Giorgio La Pira

| di Maria Napolitano
| Categoria: Attualità
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“Giorgio La Pira è stato un mistico imprestato alla politica per amore dei poveri. È uno dei pochi politici se non l’unico che è entrato in politica con un soldo e ne è uscito senza quello. Lo stato doveva essere per la persona e non la persona per lo stato. Un sindaco che per timore dei ricchi non si occupa dei bisognosi e dei disoccupati è come un pastore che abbandona il suo gregge.”

Queste poche parole per dare l’idea di chi era Giorgio La Pira, un politico cristiano al centro del convegno "Esperienza spirituale e testimonianza politica in Giorgio La Pira. Quando la fede si incarna nella storia", promosso dall'Unione dei Giuristi Cattolici di Vasto in collaborazione con la Parrocchia San Paolo Apostolo tenutosi presso l’Auditorium.

L’incontro è iniziato con la proiezione di un video realizzato da “A sua immagine” che ha catapultata la folta assemblea nella spiritualità e nell’opera di Giorgio La Pira.

A parlare di questa figura di cui è in corso la causa di beatificazione sono stati due testimoni diretti: S.E. Mons. Romano Rossi, e il dott. Mario Primicerio, Presidente della Fondazione La Pira.

Intorno ai venti anni Giorgio La Pira ha avuto un incontro mistico personale e diretto con il Gesù Risorto che ha plasmato l’intera sua esistenza e che ha riversato nel suo impegno in politica.

È stato uno dei componenti dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana preposto alla stesura di una Costituzione per la neonata Repubblica. L’art. 3 di questo importantissimo documento (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”) porta la sua impronta. Affermava che non ci poteva essere una vera libertà se non erano assicurati alcuni diritti.

Viveva in due stanzette di tre metri per tre.

Tante le autorità presenti all'incontro, non solo nelle prime file ma anche in mezzo alla platea. Ha moderato l'incontro il Senatore Luciano D'Alfonso.

 

Foto di Massimo Molino

Maria Napolitano

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