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Carnevale e le golose ricette della tradizione

| di Lea Di Scipio
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il carnevale è ormai alle porte e fervono i preparativi tra costumi, coriandoli e stelle filanti.

Ad onorare la festa, ultima occasione per le “abbuffate goderecce”, non possono mancare i dolci tipici della tradizione.

Ma facciamo prima un passo indietro per capire come mai il carnevale sia l’ultima chance per i più golosi.

Nella tradizione cattolica, infatti, il rito carnevalesco precede la quaresima ed ha il suo culmine nel martedì grasso, che quest’anno ricade il 13 febbraio ed è l’ultimo giorno in cui è concesso “banchettare”.

Il termine “carnevale”, infatti, deriva da “carnem levare”, che letteralmente significa abolire la carne, e anticamente indicava l’inizio del periodo di astinenza e digiuno.

Tanti sono i dolci tipici che contraddistinguono ogni regione.

In Abruzzo, nelle Marche e nel Molise, un posto d’onore lo occupa la cicerchiata, mentre solo a Vasto, in particolare, non possono mancare i cosiddetti “ravioli dolci”.

Con tutta probabilità il nome “cicerchiata” ha origine medievale e deriverebbe dalla cicerchia, legume simile al pisello e al cece, per cui il significato sarebbe quello di "mucchio di cicerchie".

Le ricette

Per l’impasto: 6 uova, 6 cucchiai olio d'oliva, 3 cucchiai di zucchero, 1 limone grattugiato, c.ca 1/5 kg di farina. 

Per glassare: 1/5 kg di miele, 2 cucchiai di zucchero.

Per decorare: cannella, zuccherini colorati e buccia grattugiata di 1 arancia.

Per friggere: olio, a piacere d'oliva o di arachidi.

Su una spianatoia versare la farina a fontana e aggiungere in successione le uova, lo zucchero e l’olio extravergine d’oliva.

Amalgamare per bene il tutto, lavorando energicamente l’impasto, così da ottenere un composto omogeneo da lasciar riposare per almeno mezz’ora.

Tagliare in piccole dosi la pasta, allungarla formando dei cordoni e realizzare dei dadini dello spessore di circa un centimetro.

Tuffarli in abbondante olio bollente e farli friggere fino a quando non saranno dorati; quindi scolarli e lasciarli asciugare sulla carta assorbente.

A questo punto sciogliere e caramellare, in una capiente pentola, il miele insieme allo zucchero e dopo qualche minuto, quando sarà ben fluido, aggiungere i dadini e le mandorle.

Mescolare facendo amalgamare e legare il composto, versarlo su un piatto da portata o un vassoio e, con le mani bagnate, modellare il tutto dandole la sua tipica forma.

Decorarla, infine, a proprio piacimento.

Lea Di Scipio

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