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Le carenze del 'San Pio' e le richieste del Comitato per la tutela dell'ospedale di Vasto

Dito puntato contro l'"assenza della politica". In conferenza gli esiti dell'incontro con il manager Flacco

| di Luigi Spadaccini
| Categoria: Attualità
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È stato l’incontro tenuto con il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Pasquale Flacco, al centro della conferenza stampa tenuta, ieri mattina, dai rappresentanti del Comitato per la tutela dell’ospedale di Vasto, un Comitato che, come verrà detto nel corso dell’evento, registra continue adesioni sul territorio dove sono stati individuati referenti in vari comuni.

Proprio per l’autorevolezza conseguita, e testimoniata anche dall’apertura al confronto dei vertici della Asl, l’avv. Arnaldo Tascione, coordinatore del Comitato, ha sostenuto come sia ‘necessario che questo Comitato stabilisca una interlocuzione diretta e costante con l’amministrazione sanitaria al fine di dare soluzione ai problemi che si presentano’.

Proprio Tascione in primis, ma poi anche i medici Antonio Spadaccini, Antonietta Maria Ottaviano e Lorenzo Russo, così come il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, il consigliere comunale vastese Alessandra Cappa, l'ex sindaco e consigliere regionale Giuseppe Tagliente, affiancati al tavolo dai sindaci di Cupello, Manuele Marcovecchio, e Monteodorisio, Saverio Di Giacomo, hanno sviscerato i gravi problemi che affliggono il buon caro vecchioS. Pio da Pietrelcina’, a cominciare da una dotazione tecnologica vetusta, spazi ridottissimi, situazione alberghiera degna di un hospice di altri tempi, una indegna sistemazione dell’obitorio; dunque, una grave insufficienza di risorse strutturali, tecnologiche, organizzative ed umane.

Di qui le richieste che, nel corso del summit di mercoledì scorso, sono state avanzate a Flacco, il quale, secondo quanto riportato in conferenza stampa, avrebbe riconosciuto che sotto il profilo strutturale l’ospedale di Vasto presenta delle carenze.

E non si poteva non partire dalla richiesta di maggiori risorse finanziarie, dal momento che nell’ultimo programma di investimenti su 143 impegni di spesa solo 4 hanno riguardato il nosocomio vastese; quindi la ristrutturazione del pronto soccorso e l’attivazione dell’osservazione breve intensiva (OBI); a seguire, e non poteva essere altrimenti visti gli annunci dei giorni scorsi, l’attivazione del servizio di emodinamica con l’introduzione dell’ospedale vastese all’interno della rete dell’infarto miocardico acuto (IMA); la ristrutturazione dell’Unità operativa complessa di Cardiologia e dell’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC); l’adeguamento urgente degli organici alle necessità clinico-assistenziali delle Unità operative complesse di Anestesia e Rianimazione, Radiologia, Gastroenterologia e Neurologia; il mantenimento delle UOC di Geriatria, con specifico reparto di degenza per pazienti acuti, e di Gastroenterologia, con relativi posti letto in deroga a quanto stabilito dall’ultimo Atto aziendale approvato in questi giorni. Non meno importanti, le sollecitazioni in merito alla necessità di reperire nuovi parcheggi, di dare una sistemazione dignitosa all’obitorio e del completamento dell’iter amministrativo per la realizzazione del nuovo ospedale di località Pozzitello.

Da quel che è emerso, il manager della sanità teatina ha preso impegni per l’attivazione a breve dell’OBI, lo spostamento con relativa ristrutturazione di Cardiologia ed UTIC, il mantenimento dell’UOC di Geriatria (passaggio già annunciato poco più di una settimana fa in direzione ospedaliera), la sistemazione dell’obitorio. Confermata, invece, la scelta sull’UOC di Gastroenterologia di fronte alla quale è apparso ancora stamane particolarmente amareggiato (per usare un termine eufemistico) il dr Spadaccini. Una Unità per cui ha lottato per anni e per la quale l’Atto aziendale della Asl 02 sancisce il declassamento da complessa a semplice con tutte le conseguenze del caso: scomparsa dei posti letto, riduzione del personale e delle risorse, il tutto (come ha ribadito l’ex primario ospedaliero) nonostante che solo dieci giorni prima il direttore dell’Azienda sanitaria regionale d’Abruzzo, Alfonso Mascitelli, in un vertice quadriregionale Marche, Abruzzo, Molise, Puglia abbia decantato le lodi dell’Unità, unica nel suo genere per efficienza ed efficacia con un elevatissimo indice di produttività.

La soluzione proposta da Flacco non è una panacea’, ha detto la dr.ssa Ottaviano, che ha parlato dell’annuncio sull’emodinamica del 2 febbraio scorso come di ‘fumo negli occhi’. ‘L’emodinamica è indispensabile – ha detto – ma va realizzata in modo differente, a cominciare dal personale e dalle procedure. Solo dopo si può parlare della sala e delle strumentazioni’.

Incisivo l’intervento dell’ex primario del Pronto soccorso, Lorenzo Russo, che ha espresso tutta la sua ‘rabbia perché si sta gettando a mare un coacervo di professionisti validi perché qualche mente non pensante ha deciso che va fatto così, senza giustificazioni e senza tenere conto dei numeri che contano solo se sono a svantaggio dell’ospedale di Vasto’. Usando un paragone calcistico, Russo ha detto che ‘questo Comitato ha finito di giocare a zona ed ora passa alla marcatura a uomo, visto che finora ci hanno solo preso per i fondelli. Non hanno nessuna visione del futuro: Vasto e San Salvo insieme contano più di 70mila abitanti, più di Chieti. Dateci quel che ci serve, lo reclamiamo a gran voce’.

Durissimo l’intervento di Tiziana Magnacca, primo cittadino di San Salvo, che non poteva non tornare sul declassamento del Distretto sanitario della sua città, parlando di ‘follia di chi non solo declassifica i reparti e non assume infermieri e medici, ma sta portando avanti l’idea di chiudere il Distretto’, un servizio che sgrava le incombenze sul S. Pio. Il sindaco sansalvese punta il dito diritto contro Flacco affermando: ‘lui riconosce che ci sono problemi, ma non dobbiamo essere noi a dirgli le criticità, ma in quanto manager dovrebbe essere lui a rilevarle’. E poi contro l’Amministrazione comunale vastese: ‘purtroppo il Comitato deve sopperire alla mancanza dell’Amministrazione comunale, eppure quando siamo istituzioni lo siamo di tutti, prima del partito, delle tessere, delle poltrone. Mi sarei aspettata che con la vicinanza tra l’amministrazione cittadina e quella regionale entrambe del PD Vasto e il vastese avrebbero lucrato benefici enormi e invece…’. ‘Sono in attesa – ha chiosato la Magnacca – che qualcuno si renda conto della responsabilità amministrativa e di coscienza che ha’.

Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandra Cappa, la quale ha ribadito come ‘per capire se un ospedale vive davvero bisogna guardare agli strumenti e agli uomini, perché gli uni senza gli altri sono inutili, ed a noi mancano entrambi’. E, poi, ancora, con il piede sull’acceleratore contro quelle che ha definito ‘ le forme di strumentalizzazione’: ‘l’interessamento della politica alla nostra salute – ha detto – è diventata una cosa da guardare con sospetto. E invece tutta la politica deve interessarsi della salute del territorio e se è così oggi avremmo dovuto avere qui qualche consigliere di maggioranza e il Sindaco, il cui primo interesse dovrebbe essere quello di tutelare la sanità del territorio, un Sindaco che ormai di fronte alle questioni che sollevo mostra solo cupa rassegnazione’.

‘Io punto il dito contro tutta la politica che sulla vicenda dell’ospedale di Vasto è assente’: il j’accuse di Giuseppe Tagliente ha chiuso la serie degli interventi senza lesinare stilettate a destra e a manca. ‘A questa riunione abbiamo invitati tutti i candidati di tutti gli schieramenti – ha detto il primo cittadino emerito - ma tranne Tiziana non vedo nessuno e questo non può non rimarcare lo scollamento e la lontananza tra la politica e le problematiche del territorio’. Ed ancora, ‘possibile che debba essere un Comitato a chiedere ed ottenere un incontro col direttore generale della Asl e vedersi riconoscere come interlocutore; possibile che non si voglia capire che questo ospedale è il più importante della provincia di Chieti ed uno dei più importanti d’Abruzzo?’. Di qui ‘la sfida’ lanciata da Tagliente alla politica perché intervenga ‘su queste problematiche e prenda in considerazione queste richieste. Andremo avanti diritti al cuore del problema – ha chiosato – che è quello della tutela del nostro ospedale perché la salute non ha colore, ma è di tutti’.

Luigi Spadaccini

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