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Di Maio a Vasto: “Questo teatro ci chiede di rispettare il programma, tornerà la democrazia parlamentare”

Sul palco del Ruzzi anche Taverna e Castaldi, che tenterà il bis in Senato. La vastese Di Michele tra le candidate supplenti

| di Nicola Di Santo
| Categoria: Attualità
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Luigi Di Maio apre la campagna elettorale a Vasto. Il candidato del MoVimento 5 Stelle alla Presidenza del Consiglio è giunto domenica sera in un Politeama Ruzzi stracolmo nell’ambito del “Rally per l’Italia”, il tour che lo vede impegnato in tutto lo Stivale.

La tappa di Vasto ha seguito immediatamente la tre giorni di lavori al villaggio Rousseau di Pescara, al termine della quale sono stati comunicati i vincitori delle Parlamentarie e presentati i 20 punti del programma di governo. Sul palco del Ruzzi, prima che comparissero sul neo-nominato blog del MoVimento, Di Maio ha annunciato ufficialmente alcuni dei candidati che saranno presenti nelle liste delle elezioni politiche del 4 marzo. Tra questi, il giornalista e conduttore televisivo Gianluigi Paragone, il capitano Gregorio De Falco (l’uomo che impartì al comandante Schettino l’ordine di risalire a bordo della Costa Concordia), il presidente di Adusbef Elio Lannutti e il giornalista Emilio Carelli. Per quanto riguarda le candidature locali, invece, spicca il secondo tentativo del senatore vastese Gianluca Castaldi e la presenza della concittadina Valentina Matilde Di Michele nella lista dei candidati supplenti alla Camera dei Deputati.

L’intervento di Di Maio, trasmesso anche dalle dirette facebook postate sulla sua pagina ufficiale e su quella del MoVimento, è durato 45 minuti ed è stato incentrato soprattutto sui “20 punti per la qualità della vita degli italiani”. “Il nostro programma elettorale è l’unico credibile - dice il candidato alla Presidenza del Consiglio - Tutti promettono cose belle, ma cos’altro puoi promettere se per vent’anni hai avuto la possibilità di cambiare l’Italia e non l’hai mai fatto?”. “Nel nuovo statuto - prosegue - puoi candidarti solo nel collegio dove sei residente, perché devi conoscere il territorio. Puoi fare al massimo due mandati: avere poco tempo ti spinge a dare il massimo. E chi cambia casacca in corsa, dovrà pagare una multa di 100mila euro”.

Poi passa ai temi: “Ci sono troppe leggi, non si sanno chi sono gli enti competenti. 187mila leggi dicono tutto e il contrario di tutto. Per questo aboliremo da subito 400 leggi inutili, non serve farne altre sulla sburocratizzazione, perché si aumenta solo il numero. E non devono esserci richiami ad altre leggi: se ci sono, la legge diventa incomprensibile e lo Stato non può definirsi democratico”. Sulla scuola: “Bisogna fare altre riforme o mettere più soldi? Io dico la seconda. Non devono cambiare insegnanti ogni sei mesi, non devono esserci classi pollaio, non devono esserci tetti che cadono sulle teste dei nostri bambini e ragazzi”.

Sul lavoro: “Non credete ai tg che dicono che migliora l’occupazione: quando questi dati salgono, vuol dire che gli over 50 che stavano per andare in pensione sono stati costretti a reinventarsi e a cercare un nuovo lavoro. Aumentano i ragazzi che vanno all’estero e quelli che smettono di cercare un’occupazione”. Sul welfare: “Siamo gli ultimi in Europa, ci ha superato perfino la Grecia. Impariamo dai francesi, che finanziano le famiglie fino al terzo figlio sforando i parametri europei fissati al 3%. Noi, a differenza loro, non abbiamo i numeri per metterci a tavolino con l’Europa”.

Di Maio, lanciando lo slogan "Partecipa. Scegli. Cambia", ha poi discusso di misure per le imprese, di edilizia da rilanciare, di ecobonus e di sprechi pubblici. In conclusione, il candidato premier ha detto che “il MoVimento è la prima forza politica del Paese soltanto grazie al sostegno degli italiani. Non abbiamo mai avuto finanziamenti da lobby, cooperative, banche, istituzioni: in un mese e mezzo abbiamo raccolto ben 400mila euro con i contributi volontari dei cittadini che hanno sposato il nostro progetto. Questa è la nostra libertà, e questo teatro pieno ci sostiene e ci chiede di realizzare il nostro programma elettorale. Il 4 marzo abbiamo due alternative: o torneremo a votare, o faremo il governo. In questo secondo caso, faremo tornare al centro la democrazia parlamentare. Non voterete a scatola chiusa, anzi, ma saprete chi saranno i candidati ai ministeri, che avranno testa, cuore e competenze. Abbiamo dimostrato che si può fare politica senza corrotti, impresentabili e mega stipendi”.

In attesa dell'arrivo di Di Maio, è stato riservato un notevole spazio ai rappresentanti locali del MoVimento 5 Stelle e al loro operato. Il consigliere regionale Pietro Smargiassi  ha rivendicato innanzitutto il carattere “pioneristico” del gruppo M5S cittadino: “È uno dei più vecchi e possiede un rappresentante in tutte le istituzioni. È nato davanti al negozio di Gianluca (il senatore Castaldi, ndr), che a un certo punto mi ha detto: ‘Ora basta, ci hanno deluso tutti, adesso tocca a noi’. Qualche anno fa eravamo due ragazzi che avevano deciso di fare politica, nonostante fossimo già ampiamente inseriti”. Smargiassi ha poi ricordato la precedente venuta a Vasto di Di Maio: “Era un semplice ragazzo in camicia e pantaloni che ricopriva la carica di vice presidente della Camera dei Deputati. Non l’aveva riconosciuto nessuno, ora lui è il vero cambiamento”. E, infine, l’attacco al presidente della Regione Abruzzo: “D’Alfonso l’avete eletto per la carica di governatore o per quella di senatore? Io e Gianluca abbiamo lasciato le nostre attività per fare questo lavoro seriamente, a differenza sua”.

La consigliera comunale Dina Carinci ha posto l'accento “sul tentativo di mortificare quotidianamente il nostro lavoro. A Vasto abbiamo chiesto l’abbattimento delle barriere architettoniche, abbiamo fatto sentire la voce dei cittadini, abbiamo chiesto la trasparenza sui bandi, sulle innumerevoli proroghe degli stessi, e sulla gestione dei rifiuti. Noi non ce l’abbiamo con i dipendenti Pulchra, chiediamo soltanto il controllo del pubblico sul privato, perché i rifiuti incidono sulle nostre tasche”.

La Carinci ha insistito anche sulla recente e scottante questione del nuovo cementificio di Punta Penna: “Ai cittadini non sta bene, lo dimostra anche un gruppo facebook che in soli tre giorni ha raccolto l’adesione di più di 600 persone. Contestiamo il parere favorevole espresso dall’amministrazione comunale: le nostre legittime rimostranze, come quella sui gas di scarico dei camion, non sono mai state prese in considerazione”. Il senatore Castaldi, anche attraverso il racconto di molti aneddoti, si è invece soffermato lungamente sulla legge elettorale, sulle vittorie ottenute dal MoVimento, sulle fake news e sui continui attacchi inferti dagli avversari: “Ma non tutti sono nostri nemici, anzi. Ad esempio Maria (l’onorevole Amato del Partito Democratico, ndr) ha fatto un lavoro enorme e le va riconosciuto”.

Al termine dell’intervento di Di Maio, all'esterno del Politeama Ruzzi i cittadini hanno potuto incontrare i senatori Laura BotticiMichela MontevecchiAndrea CioffiAlberto Airola e Paola Taverna, quest’ultima salita sul palco per salutare il numeroso pubblico presente mentre Di Maio si stava accingendo a partire alla volta di Termoli. Per il candidato pentastellato alla presidenza del Consiglio si è trattato della sua terza volta a Vasto, dove venne nel 2013 per una visita lampo al senatore Castaldi e nell’aprile 2016 per appoggiare l’aspirante sindaco 5 Stelle Ludovica Cieri.

Nicola Di Santo

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