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Il Comune di Vasto contro l’accattonaggio e la mendicità molesti e invasivi

Il sindaco Menna ha emanato una Ordinanza che li vieta e li punisce

| di Luigi Spadaccini
| Categoria: Attualità
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‘È un provvedimento che va a disincentivare e contrastare il cosiddetto accattonaggio molesto e non a colpire quella parte di popolazione povera che ha tutta la nostra solidarietà e la nostra generosità’: con queste parole il Sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha introdotto la presentazione alla stampa della Ordinanza sindacale n. 349 del 13 luglio 2017, partorita dal confronto con il Prefetto di Chieti, Antonio Corona, le Forze dell’ordine e i vari enti ed associazioni legate ai fenomeni immigratori ed inclusivi.

L’intento dell’Amministrazione comunale, ha sottolineato il primo cittadino vastese, è quello di ‘colpire quelle situazioni moleste come davanti ai supermercati o agli incroci stradali e una criminalità organizzata che sfrutta clandestini, minori e donne e li rende partecipi di questo fenomeno’; nel contempo ‘va nella direzione di promuovere una accoglienza di qualità che stiamo seguendo da anni, a cominciare dagli immigrati che passano dallo SPRAR - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, al quale abbiamo aderito per avere un fenomeno dell’immigrazione controllato verso l’integrazione e i lavori socialmente utili’. ‘Si tratta di una risposta al disagio dei cittadini troppo spesso soggetti a questa situazione’, ha chiosato Menna.

Ma cosa dice l’ordinanza firmata dal Sindaco della Città del Vasto: esattamente che ‘l’accattonaggio e la mendicità molesti ed invasivi sono vietati su tutto il territorio comunale nei luoghi pubblici o aperti al pubblico (con particolare attenzione alle intersezioni stradali ed alle aree di pertinenza dei trasporti pubblici), ove in particolare, posti in essere con le seguenti modalità:

  1. accattonaggio e mendicità invasivi attuati con insistenza, reiterazione e con l’impiego di minori, anziani e disabili o simulando disabilità;
  2. accattonaggio e mendicità invasivi attuati mediante l’avvicinamento ai veicoli in circolazione sulle strade pubbliche o ad uso pubblico, al fine di offrire merci o servizi quali la pulizia o il lavaggio del vetro anteriore o di altre parti del veicolo’.

Sono esclusi dal provvedimento tutte le attività dei cosiddetti artisti di strada.

In caso di violazione di dette disposizioni si è soggetti ‘all’applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di euro 50,00 ad un massimo di euro 300,00…è, altresì, prevista la sanzione accessoria del sequestro cautelare del denaro provento della violazione, nonché delle attrezzature impiegate nelle attività di accattonaggio e l’eventuale confisca amministrativa…’

Presumibilmente, vi sarà anche una segnalazione all’Autorità giudiziaria in quanto tali disposizioni richiamano quanto sancito dal Codice penale italiano, che se da una parte non prevede il reato di accattonaggio, dall’altro punisce le aggravanti come riportate nel punto ‘a’ del dispositivo sindacale.

‘Si tratta di una Ordinanza sperimentale che avrà durata di 6 mesi – ha aggiunto l’assessore alla sicurezza Gabriele Barisano - per poi dare spazio all’attività del Consiglio comunale per la successiva regolamentazione’.

L’assessore ai Servizi sociali, Lina Marchesani, ha evidenziato come si tratti di ‘un provvedimento che segue un orientamento nazionale ed è contro coloro che disturbano i cittadini e che non sono certamente gli immigrati accolti nel CAS e nello SPRAR, che seguono un percorso di controllo e di integrazione, in attesa anche dei progetti SIA (sostegno inclusione attiva) e Abruzzo include presto attivi’, il tutto nell’ottica che gli ospitati nei centri qualora si rendano artefici di accattonaggio molesto per regolamento vengono esclusi dai progetti di inclusione.

Per conto del consorzio Matrix, è intervenuto Hamid Hafdi, il quale ha ricordato l’impegno per la integrazione degli immigrati per erudire i quali sul fenomeno dell’accattonaggio molesto il consorzio si è dichiarato disponibile ad offrire mediatori ed interpreti e ad avviare una vera campagna di sensibilizzazione.

Luigi Marcello, assessore ai Servizi, ad evidenziare ancora una volta il distinguo tra coloro che entrano nel mirino dell’ordinanza e gli immigrati regolarizzati attraverso i centri, ha ricordato l’impegno sociale di questi ultimi nei lavori socialmente utili, a cominciare dagli interventi nelle giornate di intensa nevicata fino al recupero e al mantenimento delle aree verdi di via Platone, via Ciccarone, Punta Aderci e della villa Falcone-Borsellino; così come la messa in ordine delle sale espositive di Palazzo Mattioli e di Palazzo d’Avalos (Vittoria Colonna e Michelangelo). ‘Ogni qualvolta abbiamo bisogno abbiamo la loro disponibilità’, ha detto l’assessore.

Ad occuparsi dell’applicazione di tale Ordinanza sarà l’attività degli agenti della Polizia Municipale, ma Maria Molino, consigliere di maggioranza nonché avvocato di professione, ha richiamato al proprio dovere la cittadinanza attiva che deve segnalare alle FF.OO. la violazione delle disposizioni contenute nel dispositivo.

                                                                                                      

Luigi Spadaccini

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