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Petrolio, trivelle al largo della costa vastese

Chiuso il caso Ombrina, permesso di perforazione alla Società Petroceltic Italia

| di Antonia Schiavarelli
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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La notizia ha lasciato tutti senza parole. E' datato 22 dicembre 2015, il permesso di perforazione dei fondali marini in cerca di idrocarburi (leggi), per sei anni rinnovabili, alla società Petrolceltic, da parte del Ministero dello sviluppo economico, al largo delle coste vastesi.

L'area che si estende per 373.70 kmq, nelle acque di competenza della regione Puglia, ricade di fatto di fronte alle coste vastesi, come è possibile evincere dalla foto in allegato.

La lotta per bloccare le trivellazioni a pochi chilometri dal parco marino delle Isole Tremiti cominciò nel 2011, quando grazie ad un decreto dell'allora ministro all'ambiente Stefania Prestigiacomo, prese il via l'iter burocratico.

La società è autorizzata a compiere riflessioni sismiche nel mare, con micro-esplosioni dannose per cetacei e delfini, per acquisire dati sulla presenza di petrolio nel sottosuolo. La ditta potrà realizzare un pozzo esplorativo a 40 chilometri dalla costa e a soli 26 chilometri dalle Isole Tremiti, parco marino.

Oggi si riunirà a Roma un tavolo tecnico tra le regioni interessate, nel quale si tenterà di bloccare questa nuova iniziativa di assalto delle coste dell'Adriatico. Il Coordinamento Nazionale No Triv, esprime le proprie perplessità, ed afferma:

"l’istanza di ricerca d 494 B.R. EL risultava parzialmente interferente con la fascia delle 12 miglia marine dalle linee di costa e dalle aree protette marine e costiere, in cui, secondo la Legge di Stabilità, è vietata qualsiasi attività legata alla prospezione, alla ricerca ed alla coltivazione di gas e petrolio.

Con la pubblicazione sul BUIG del 31/12/2015, guarda caso un giorno prima dell’entrata in vigore delle nuove norme contenute nella Legge di Stabilità che rispondono parzialmente al quesito referendario n.6, il Governo ha messo in sicurezza il titolo per tutta l’area interessata, by passando preavviso di rigetto e successiva istanza di riperimetrazione. Il quesito referendario n.2, eluso dal Governo mediante l’abrogazione del Piano delle Aree, avrebbe consentito alle Regioni interessate di pronunciarsi in modo vincolante su quali aree, entro ed oltre il limite della 12 miglia marine, sarebbe stata interdetta qualsiasi attività legata alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, e, quindi, anche sull’area interessata dall’istanza d 494 B.R-. EL, prossima alle Isole Tremiti.

Il Governo ha giocato d’anticipo. Petroceltic Italia ringrazia”.

Indubbiamente una doccia fredda per tutti coloro che si sono battuti finora contro Ombrina!

Antonia Schiavarelli

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