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Storture tra solidarietà e lavoro straordinario: scatta lo ‘sciopero della domenica’

Proclamato dai Cobas alla Denso. La dirigenza aziendale nel 'mirino'

| di a cura della redazione
| Categoria: Attualità
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Storture nella gestione dell’organizzazione del lavoro nello stabilimento, in particolare per quanto attiene ai contratti di solidarietà in corso ed alla necessità che spesso si prospetta del lavoro straordinario, ed ecco che scatta lo ‘sciopero della domenica’ alla Denso di piana Sant’Angelo a San Salvo, colosso del settore metalmeccanico del territorio.

A proclamare lo stato di agitazione sono è la sigla sindacale dei Cobas.

Sottolineano i responsabili: “Nel reparto Presse, in cui lavorano 35 operai, la direzione aziendale si ostina a comandare lavoratori allo straordinario nelle giornate di sabato e domenica, nonostante molti degli stessi siano sottoposti a contratti di solidarietà con ovvia riduzione del salario. Nello stesso reparto vi sono dunque persone che percepiscono un salario ridotto a causa della solidarietà e persone che invece percepiscono lo straordinario”. La Denso usufruisce dei contratti di solidarietà da circa un anno e mezzo per far fronte agli esuberi e preservare i posti di lavoro; a ottobre c'è stato il rinnovo del ricorso all'ammortizzatore sociale per un altro anno. “Ci appare ancora più inspiegabile – aggiungono poi - il comportamento di porre un solo lavoratore (casualmente iscritto ai Cobas) di quel reparto in regime di solidarietà a 12 ore settimanali. Si verifica, insomma, una ‘triste’ situazione per cui al sabato ed alla domenica si ritrovano nel reparto Presse lavoratori che svolgono 10 ore pur rimanendo in solidarietà e quelli che vanno a fare lo straordinario. Giudichiamo inaccettabile tutto ciò”.

Per l'organizzazione sindacale è necessario quindi un cambio di direzione da parte della dirigenza: “Se l’azienda ritiene di dover far ricorso allo straordinario, deve prima rinunciare ad applicare i contratti di solidarietà in quel reparto e ripristinare una turnazione più democratica che tenga conto di tutti i lavoratori. La legge ed i contratti collettivi di lavoro assicurano all’azienda la possibilità di ricorrere allo straordinario obbligatorio, ma questo in condizioni normali, richiedere al ministero del Lavoro contratti di solidarietà finanziati con soldi pubblici e poi fare nello stesso reparto straordinario è inammissibile. Per questo come Cobas dichiariamo lo sciopero alla domenica a partire da domenica 2 marzo ed in modo permanente per tutte le domeniche fino alla cessazione di quello che ci sembra un abuso ed un sopruso”.

a cura della redazione

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